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Cappella di San Giulio

Diocesi di Torino ( sec. XV )

10070, Forno di Lemie, TO

La cappella di San Giulio sorge in località Forno, a Lemie. La dedicazione sembrerebbe derivare dall’origine valsesiana di molti concittadini, provenienti dalla zona del lago d’Orta.
La sua costruzione si deve ad Amedeo, Antonio e Giovanni Goffi che, come riporta un'iscrizione, nel 1486 "fecero realizzare questa cappella coi suoi affreschi".
Loro padre, magister Pietro Goffi, vantava diritti sulle “argenterie e ramerie”, ovvero sulle miniere d’argento e di rame dell’alta Valle di Viù. Era un imprenditore minerario esperto in estrazione e lavorazione dei metalli. Tale attività, come suggerisce il toponimo, era qui particolarmente sviluppata: vi avveniva il trattamento del ferro nei forni e la forgiatura nelle fucine.
L’intero ciclo decorativo è attribuito ad un anonimo pittore denominato “maestro di Forno di Lemie” formatosi in ambiente jacqueriano ed espressione della pittura tardo-gotica.
Sulla parete principale, quella frontale, sono raffigurati al centro la Madonna con Bambino, seduti su un imponente trono e connotati da particolari ricercati come l’uccellino posato sulla spalla di Gesù e un corallo che porta al collo. A sinistra si trovano il beato Amedeo IX di Savoia e santa Lucia. A destra san Giulio, affiancato dai committenti oranti in ginocchio.
Nella volta, trovano spazio una schiera di santi e sante. Nella parte destra spicca san Giorgio che uccide il diavolo, rappresentato dal drago, liberando la principessa. La scena si staglia su un paesaggio arioso con un castello affollato, il santo stante su un cavallo bardato di rosso e abbigliato in modo elegante secondo la moda in voga allora in Borgogna. Il suo viso è teso, ha labbra strette e sguardo fisso sul demonio mentre lo colpisce con una pesante lancia.
Nella parte sinistra san Michele Arcangelo brandisce la spada e trafigge anch’egli il demonio.
Sulle armi dei due Santi sono impresse le firme degli armaioli che le hanno realizzate. La volontà di marchiare in modo così dettagliato è ancora una volta un ossequio all'attività commerciale della famiglia committente.

La leggenda di san Giorgio e il drago

Si deve principalmente alla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine il racconto delle gesta di san Giorgio. Nato, secondo la tradizione, in Cappadocia intorno al 275 d.C e morto a Nicomedia nel 303 d.C., è uno dei primi martiri cristiani. Trasferitosi in Palestina si arruola nell’esercito di Diocleziano comportandosi come soldato valoroso, fino a divenire uno dei membri del suo corpo di guardia. Ma difronte al rifiuto di Giorgio di sacrificare agli dei, è lo stesso imperatore a volerne la morte.
Tra gli eventi prodigiosi di cui fu protagonista, la Legenda Aurea narra come in Libia, in una città chiamata Silena, vi fosse uno stagno grande a tal punto da poter nascondere un temibile drago, simbolo del demonio, che avvicinandosi alla città uccideva tutti coloro che incontrava. Per placarlo gli abitanti iniziarono ad offrirgli due pecore al giorno ma quando queste cominciarono a scarseggiare furono costretti a offrirgli una pecora e un giovane tirato a sorte. Un giorno fu estratta a sorte la figlia del re. Il padre, disperato, porse tutti i suoi averi pur di salvarla ma il popolo si ribellò dopo aver visto morire tanti giovani innocenti. Il re dovette cedere. Giunto nei pressi del lago passò il giovane cavaliere Giorgio che saputo dell’imminente sacrificio tranquillizzò la principessa, promettendole il suo intervento pur di salvarla. Aggiunse inoltre che l’avrebbe fatto in nome di Cristo. Quando il drago uscì dal lago per prenderla, Giorgio proteggendosi con la croce lo ferì con la lancia e disse alla ragazza di avvolgergli intorno al collo una cintura. Il drago lo seguì docilmente verso la città. Tutti erano spaventati ma Giorgio disse “Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago. Se abbraccerete la croce di Cristo e la sua fede, ricevendo il battesimo, io ucciderò il mostro per voi”. Di fronte a queste parole, il re ed i suoi sudditi si convertirono, permettendo a Giorgio di uccidere il drago e di porre fine al dramma.

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Approfondimenti
Lun-Dom 09:00 - 18:00

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Info

cattedrale
Cattedrale di Torino
diocesi
Torino
tipologia edificio
Antiche cappelle
indirizzo
10070, Forno di Lemie, TO
tel
0123.60222

Servizi

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