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Chiesa della Pietà

Diocesi di Torino ( sec. XVIII )

Piazza Cesare Battisti, 12038 Savigliano (CN)

Le prime notizie relative alla Confraternita della Pietà risalgono al 1444, anno in cui il Comune di Savigliano, indirizza al Consiglio Cismontano una supplica per permettere “… che certi uomini di Savigliano, desiderosi di macerare la loro carne in ossequio alla passione di N.S. Gesù Cristo, e per la remissione dei peccati, potessero erigere una Crosata e costituire un consorzio d’uomini che si appellano Battuti, per congregarsi in essa e flagellarsi quante volte lor piacerà…”. A partire dal 1449 la Confraternita, allora intitolata a Santa Croce, comincia a occuparsi dell’assistenza dei poveri e degli indigenti che venivano accolti nell’oratorio allora sito in Piazza San Pietro. Nel 1646 i Confratelli acquistano e restaurano la chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova in Piazza Cesare Battisti, ubicata sul luogo dove oggi si trova la Pietà, ma già ad inizio Settecento incaricano l’architetto Gian Giacomo Plantery di progettare un nuovo edificio, concluso nel 1722.
La Pietà presenta una pianta centrale, sormontata da una cupola alta 22 metri e una facciata “ad altare” caratterizzata da un’accentuata verticalità. L’interno stupisce per l’unione di architettura e decorazione ad affresco che crea mirabili effetti illusionistici, culminanti nella volta con l’Esaltazione della Croce opera di Michele Antonio Milocco.
Molti gli artisti di fama che intervengono nella decorazione della chiesa: Giuseppe Pietro Dallamano coi trompe l’oli dell’abside aiutato dal figlio e da Francesco Casoli (a partire dal 1723), Francesco Bianco con gli Evangelisti posti sui pilastri che reggono la cupola, gli stuccatori luganesi Domenico e Pietro Beltramelli con gli stucchi delle cappelle laterali (1722).
Dietro l’altare maggiore è posta la “Deposizione di Cristo con i Santi Benedetto, Francesco e la Maddalena” (1656) opera di Jean Claret, proveniente dal precedente oratorio seicentesco. Nel presbiterio si trovano inoltre la tela raffigurante la “Vergine dei Sette Dolori” e il grande stendardo processionale bifronte con il Cristo Risorto su un lato e l’Angelo Annunziante sull’altro.
Da notare è infine la statua del Cristo Risorto di Carlo Giuseppe Plura (1725), che in occasione della cerimonia pasquale, saliva al sepolcro grazie ad una speciale macchina d’altare, per poi essere calata in processione insieme all’Angelo annunciante la Resurrezione e Sant’Elena.

Uno dei momenti maggiormente sentiti dai confratelli e dalla comunità saviglianese era quello della solenne processione di Pasqua che si snodava lungo le vie del centro storico cittadino. La sua origine risale al 1726 ed insieme alla processione del “Mortorio” e quella dell’ ”Assunta”, rappresentava l’espressione più plateale e teatrale della religiosità laica. Soppressa per difficoltà organizzative nel 1970, viene reintrodotta con grandissimo entusiasmo dall'anno 2000.
Dai documenti si apprende che già nel 1720, con l'intenzione di costituire l'apparato della processione di Pasqua, la Confraternita incaricava Carlo Giuseppe Plura di scolpire il grande “Cristo Risorto” che ora troneggia sull'altare maggiore e che rappresentava la figura centrale e più importante dell'intero complesso figurativo. Col Cristo nascevano, via via, le immagini plastiche dell'Angelo e di Sant'Elena, dotate in seguito della necessaria attrezzatura per il trasporto. L'occasione della processione era particolarmente solenne. Nelle ore serali la città veniva abbellita da apparati posticci illuminati senza risparmio ed i balconi privati fasciati da addobbi in tessuto sfarzoso, composizioni floreali, quadretti religiosi e scritte di giubilo. Il percorso era cosparso di petali di fiori che venivano lanciati anche dai balconi al passaggio del Redentore. In realtà l'intero corteo processionale era composto da personaggi, da rappresentanti di Ordini religiosi, da confratelli, da massari, da comparse e da fedeli. Oltre al clero locale ed alle autorità civili e militari sfilavano gli orfanelli, le suore, le scuole, i componenti le altre Confraternite, le pie donne delle Figlie di Maria appartenenti alle quattro parrocchie, i Luigini e le Luigine di San Pietro ed il piccolo clero. La partecipazione era un fatto ambito e costituiva uno «status symbol» anche per le categorie più umili che avevano in questi solenni avvenimenti un momento di riconquista sociale. Alle processioni partecipavano anche gli abitanti del contado che, specie le donne ed i bambini, trovavano in tale manifestazione l'unica occasione annuale per venire in città. Gli armadi e i locali della chiesa della Pietà traboccano di questo splendido materiale lasciato per decenni inutilizzato. La rinnovata tradizione contemporanea fa rivivere un importante momento di cultura popolare che ha connotato la tradizione sociale e religiosa per molti secoli.
Tra quanti nel corso dei secoli furono membri dell’Arciconfraternita della Pietà si ricordano il Beato Angelo Carletti da Chivasso (secondo la tradizione cappellano onorario nella seconda metà del XV secolo), il nobile Ludovico Rodoli che con una donazione avvenuta a metà XVIII secolo arricchì gli apparati della processione pasquale, e la Principessa Isabella di Savoia Carignano.

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Approfondimenti
Lun chiuso
Mar 08:30 - 13:00
Mer-Gio chiuso
Ven 08:30 - 13:00
Sab-Dom chiuso

La chiesa è aperta anche in occasione delle principali manifestazioni cittadine.
Visitabile su prenotazione in altri orari.

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Lun-Dom -

Si celebra la Santa Messa in occasione delle solennità di Sant'Antonio, della Pasqua e dell'Esaltazione della Croce

Info

cattedrale
Cattedrale di Torino
diocesi
Torino
tipologia edificio
Confraternite
indirizzo
Piazza Cesare Battisti, 12038 Savigliano (CN)
tel
0172.21773
cel
347.9649647
mail
roberto.pio@libero.it

Servizi

accessibilità
parziale
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didattica
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