Chiese a porte aperte
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Santuario della Madonna dei Monti
Diocesi di Alba ( sec. XV; XVIII )
SP 103, 12050, Niella Belbo, CN
L’edificio, collocato fuori dall’abitato di Niella Belbo, sorge in cima ad una collina.
Una leggenda narra che questo santuario sia stato edificato in seguito all’apparizione della Madonna che si sarebbe rivelata ad un bambino muto che si trovava a pascolare su quelli che, un tempo, erano semplicemente prati. In seguito a questo evento eccezionale, il bambino riacquistò la parola e i valligiani, in segno di riconoscenza e rispettando il volere della Vergine, avrebbero lassù fatto erigere il santuario, contribuendo economicamente all’impresa e l’avrebbero, poi, dedicato alla Madonna dei Monti.
L’edificio è realizzato in muratura di pietra locale, lasciata a vista all’esterno. La facciata è organizzata su due ordini sovrapposti, segnati da quattro lesene. L’interno è ad aula unica con due cappelle laterali. Il progetto settecentesco è attribuito all’architetto monregalese Francesco Gallo.
Il presbiterio ospita un ciclo di affreschi tardoquattrocenteschi, testimonianza di cio che resta di un muro dell’originaria chiesa di Santa Maria, sui cui oggi poggia l’altare maggiore.
L’affresco raffigura la Madonna in trono nell’atto di allattare il Bambino che ha in grembo. A lato si possono osservare due piccoli angeli poggiati sul pomo del trono e due Santi in posizione eretta: san Giorgio, patrono di Niella Belbo, e santo Stefano.
San Giorgio è patrono di Niella Belbo. La sua figura è avvolta nel mistero: secondo le poche fonti disponibili, Giorgio sarebbe nato in Cappadocia ed educato cristianamente. Da adulto diviene tribuno dell’armata dell’imperatore di Persia Daciano o, secondo un’altra versione, di Diocleziano. Il tribuno Giorgio distribuisce i suoi averi ai poveri e dopo essere stato arrestato, confessa di professare la religione cristiana. Viene invitato ad abiurare ed al suo rifiuto è sottoposto a torture e gettato in carcere. Qui ha la visione del Signore che gli predice sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre volte la resurrezione.
La leggenda del drago, iconografia che compare anche qui a Niella Belbo, compare soltanto nel Medioevo tramite la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine. Si fissa così la figura di un cavaliere eroico.
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- adresse
- SP 103, 12050, Niella Belbo, CN
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