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Chiesa di Sant'Ambrogio (FRASSINETO PO)

Diocesi di Casale Monferrato ( sec. XV; XVII; XIX )

piazza del Municipio, 15040 Frassineto Po (AL)

La chiesa parrocchiale dedicata ai santi Ambrogio e Giorgio fu costruita nell’attuale collocazione tra il 1444 e il 1454 per volontà dei Marchesi del Monferrato che per ragioni difensive avevano fatto abbattere l’originaria parrocchiale che sorgeva vicino al castello. Fino al 1805, la parrocchia fu di pertinenza della Diocesi di Milano con la quale mantenne uno strettissimo legame documentato dalle numerose visite pastorali compiute sia da San Carlo sia da Federico Borromeo che valsero alla chiesa, fin dal 1555, il titolo di cattedrale, data la lunga e frequente permanenza dei vescovi milanesi. La vita e l’amministrazione della parrocchiale furono da sempre regolate dalla collegiata di S. Ambrogio, ovvero da un gruppo di canonici dei quali si ha testimonianza almeno dall’anno 1021. Il collegio canonicale, ancora oggi esistente, ebbe tra i propri membri alcuni personaggi di particolare rilevanza, tra i quali si citano Guglielmo Vidoni e Bernardino Cervis.
Originariamente a croce greca, l’edificio fu ampliato tra 1781-1784 mediante la costruzione del transetto e dell’attuale abside che trasformarono la pianta in croce latina. Ulteriori importanti interventi furono conseguiti nel corso dell’Ottocento e riguardarono l’apparato decorativo e l’ammodernamento di alcuni altari: una prima fase si svolse tra il 1813 e il 1816 e vide l’intervento del pittore Giuseppe Lavelli nella decorazione delle pareti laterali e di quelle del presbiterio, mentre una seconda campagna pittorica deve essere ascritta all’intervento dei fratelli Ivaldi che decorarono l’intera volta tra il 1852 e il 1857. Quest’ultima operazione risulta particolarmente interessante per la raffinatezza dei riferimenti iconografici che raffigurano gli apostoli, le personificazioni delle beatitudini e alcune scene evangeliche presentate ai fedeli secondo un’impostazione chiara ed efficace. Risalenti all’apparato decorativo più antico si conserva la pala con i Santi Antonio, Sebastiano e Rocco di Guglielmo Caccia e la Madonna del Rosario della figlia Orsola Maddalena. Quest’ultimo soggetto si trova raffigurato anche in una pregevolissima tela posta in sacrestia e realizzata nella parte superiore da Pellegrino Tibaldi che, chiamato in Spagna da Filippo II dovette abbandonare la commissione completata da Simone Peterzano. Degna di Menzione è anche il quadro dell’Immacolata realizzata da Eleuterio Pagliano, pittore di origine casalese che studiò a Brera. L’opera risulta particolarmente interessante in quanto, pur appartenendo a una fase giovanile, rappresenta una delle poche opere del pittore custodite nel suo territorio di origine e raffigurante un tema sacro. Infine, di inestimabile valore è il magnifico altare ligneo dorato del XVI secolo che, a causa del cattivo stato di conservazione a partire dal 1850, era stato trasferito nella prima cappella di destra. A partire dal 2008, fu restaurato e rimesso in presbiterio, mentre i marmi bianchi e verdi dell’altare ottocentesco fu utilizzato per la creazione della mensa e del leggio. Anche la facciata subì diversi interventi: quella originaria fu rifatta tra il 1785 e il 1798 su disegno di Agostino Vitoli, mentre l’attuale facciata di gusto neoclassico risale al XIX secolo e presenta nel frontone la Madonna in gloria fra angeli realizzata nel 1937 dai fratelli Arduino a ricordo della devozione alla Madonna Assunta come testimoniato da molte opere d’arte ancora oggi visibili in chiesa.

A livello liturgico caratteristica è la celebrazione in Rito Ambrosiamo che avviene tre volte all'anno e precisamente il giorno di Sant'Ambrogio titolare della parrocchia, il giorno dell'Assunta, a cui è dedicata la chiesa parrocchiale e il giorno di San Giorgio compatrono della chiesa. Nella Solennità di San Giorgio all'inizio della celebrazione eucaristica viene incendiato il "faro" (un globo ricoperto di bambagia) che sta a significare la vita spesa per amore del Cristo.Tale rito, nell'uso milanese, è riservato ai martiri. Queste celebrazioni in rito ambrosiano avvengono come memoria dell'appartenenza all'Arcidiocesi di Milano della parrocchia fino al 1805.

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Chiese e comunità parrocchiali
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3333444636
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