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Chiesa di San Martino

Diocesi di Mondovì ( sec. XI; XV )

fr. Lignera, 12079 Saliceto, Cuneo

Edificata nel secolo XI, fin verso il 1550, fu chiesa parrocchiale di Saliceto che aveva allora, nella frazione Lignera, il più consistente nucleo abitato. Gli abitanti si trasferirono nel capoluogo attuale a cominciare dal XVI secolo, attratti dalla nuova grande parrocchiale che il Card. Carlo Del Carretto fece costruire nei pressi del suo castello e che venne officiata verso il 1580.
La cappella rustica, grigia nella sua muratura a vista di pietra arenaria locale, in blocchi a spacco irregolari, è voltata con botte e crociera sul presbiterio. Sul fianco destro si innalza il campanile eretto nella seconda metà del XI secolo; pericolosamente pendente, nel 1969 è stato pazientemente smontato pietra per pietra e ricostruito con grande perizia e fedeltà. Sovrappone i ripiani segnati da archetti pensili tra i contrafforti degli spigoli e si apre con piccole monofore e bifore, crescenti fino alla cella campanaria.
Nell'interno: un ricco ciclo di affreschi dove prevalgono il giallo e il rosso ma anche il verde e il marrone-nero. Furono fatti eseguire da Agostino Pliasco (cognome poi diffusosi nella valle come Pregliasco) e datati 4 Luglio 1400; purtroppo la scritta posta sotto l'affresco dell'Annunciazione (visibile nella sacrestia) non ci ha tramandato il nome dell'eccellente pittore che viene indicato provvisoriamente come Maestro di Lignera.
Nell’arco trionfale, che divide la navata dal presbiterio, l’ Annunciazione; all’interno dell’arco sono raffigurati i santi taumaturgici: S. Antonio Abate, S. Domenico, S. Apollonia, S. Sebastiano, S. Caterina d’Alessandria e S. Lucia.
Sui lati del presbiterio gli Apostoli, sei per parte e in alto storie della vita di S. Martino.
Nell’abside, al centro, S. Martino, Vescovo di Tours, elegante su cavallo bianco, intento a tagliare con la spada il mantello; ai suoi lati sono disposti a sinistra: S. Sebastiano e S. Biagio, a destra S. Domenico e S. Rocco.
Nelle quattro vele della crociera presbiteriale stanno il Cristo Pantocratore tra la Madonna e san Giovanni Battista, gli Evangelisti a coppie e i Dottori della Chiesa su tronetti goticheggianti tra i dilatatissimi e fioriti costoloni dipinti dove all’incrocio troviamo lo stemma della Famiglia Del Carretto.
In prossimità dell’ingresso un’antica acquasantiera scavata, in un’unica pietra, è sorretta da una magnifica e raffinata foglia allungata, probabilmente di castagno.

Nelle nostre zone San Martino vescovo e esorcista, vissuto nel IV secolo dopo Cristo, era molto venerato. La sua festa (11 novembre), coincideva con l’ultimo sprazzo d’estate e ancora oggi, viene detta “l’estate di San Martino”. In questa data durante le fiere in suo onore era tradizione rinnovare i contratti di mezzadria e di servitù, saldare i debiti e reclutare nuovi servitori e tradizionalmente si concludeva il ciclo della vendemmia.
Il ciclo di affreschi all’interno della chiesa, rappresenta alcuni tratti salienti e leggendari della sua vita.
Centrale l’affresco dell’incontro con un povero mendicante infreddolito, Martino taglia il suo mantello a metà e glielo dona. Scoprirà poi in sogno che quel mendicante era Gesù.
Nella lunetta soprastante, sulla destra, l’episodio della guarigione di due donne inferme, degenti in un letto; curioso uno dei due chierichetti, che dischiude le labbra in un sogghigno di incredulità e a sinistra l’intercessione presso l’imperatore Massimiano per la liberazione di Priscilliano, accusato di eresia.
Sulla lunetta sinistra il più dinamico affresco dell’intero ciclo pittorico: un torneo equestre in cui san Maurizio, circondato dai martiri della Legione Tebea, disarciona l’avversario che alluderebbe al paganesimo, mortalmente ferito tra schizzi di sangue.
Si dice che il santo non partecipò alla battaglia ma si recò successivamente in quel luogo per chiedere i corpi dei martiri. Il permesso gli fu negato e dopo aver dormito proprio nel campo dove avvenne la battaglia, il mattino seguente, al risveglio vide l’erba macchiata del sangue dei martiri. Recuperò questa reliquia e la riportò in patria.
Sulla lunetta destra, gli affreschi risultano danneggiati e rappresentano il momento dell’abbandono della carriera militare e l’incoronazione a vescovo.
Da notare che in tutti gli affreschi, dove sono presenti i cavalli, questi ridono.

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Lun-Sab chiuso
Dom 14:30 - 18:00

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Lun-Dom -

Info

cattedrale
Cattedrale di Mondovì
diocesi
Mondovì
tipologia edificio
Antiche cappelle
indirizzo
fr. Lignera, 12079 Saliceto, Cuneo
cel
+ 39 3423570641 Infopoint
mail
infopoint.saliceto@gmail.com

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