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Cappella di San Maurizio

Diocesi di Mondovì ( sec. XV )

12070 Castelnuovo di Ceva, Cuneo

La cappella, ora all’interno del cimitero, era legata al castello i cui ruderi si vedono sul colle vicino.
Il presbiterio, edificato, prima del mille, è coperto con volta a crociera costolonata.
Gli affreschi si presentano come un complesso unitario, concentrati sulle tre pareti dell’area absidale. Sulla parete di fondo nella lunetta la Crocifissione caratterizzata da un’estrema essenzialità, a sinistra del Cristo in Croce la Madonna è accasciata e prostrata dal dolore, ai piedi della Croce Maria Maddalena con i capelli sciolti e sulla destra San Giovanni. Il cartiglio reca la scritta "Vere vere Filius Dei erat iste " (veramente costui era Figlio di Dio). Sotto, a sinistra, San Maurizio a cavallo di un destriero riccamente bardato con la coda annodata, che con la mano sorregge il vessillo di Cristo. A destra, San Michele Arcangelo rappresentato come un giovane cavaliere alato che tiene nella mano destra una lancia con cui infilza il demonio mentre, in qualità di giudice, con la mano sinistra sorregge una bilancia con la quale soppesa le anime.
Nel bordo la data degli affreschi: 10 ottobre 1459.
In basso a destra dell’altare, dipinta da un ignoto frescante, l’immagine della Sacra Sindone. Si ritiene che la sua presenza sia da ricollegare al passaggio in questa zona del Sacro Lenzuolo trasportato a Genova nel 1706 in seguito alla minaccia delle truppe francesi comandate dal duca de la Feuillade di assediare Torino.
Sulla parete di sinistra il racconto delle gesta e del martirio di San Maurizio e della legione Tebea. Su quella di destra, le pitture erano state adattate attorno ad un’apertura: sopra la Natività Gesù giace in una cesta rivestita internamente con un lenzuolino di tela finissima, ed è riscaldato dal fiato dell’asino e del bue al quale accarezza il muso. Sulla destra la collina è punteggiata dalle pecore al pascolo sotto il vigile controllo di un cane pastore. Sotto l’Adorazione dei Magi divisa dalla finestra in due riquadri: a sinistra la Madonna ha sulle ginocchia il Bambino, Melchiorre in ginocchio nell’atto di baciare i piedi al bambino. Sul lato opposto Baldassarre e Gaspare attendono di avvicinarsi a Gesù. Alle loro spalle due cavalli con ricche bardature e due dromedari trattenuti da un palafreniere.
Nelle vele della volta le immagini degli Evangelisti affiancano i Dottori della chiesa.

Nella parete sinistra della cappella dedicata a San Maurizio sono proposti episodi sulla sua vita tratti dalla Legenda Aurea di Iacopo da Varagine.
Nella prima scena, all’interno della lunetta, Maurizio e i soldati della Legione Tebea recano i vessilli della cristianità e sono in ginocchio per ricevere la benedizione da San Dionigi.
Nella seconda scena Maurizio è al cospetto dell’Imperatore Massimiano che con la mano destra accusa il comandante di disubbidienza; significativo è il gesto di Maurizio che a sua volta indica il cielo, meta e premio del martirio.
L’imperatore inviò una milizia che iniziò a decapitarli dieci alla volta. Invece di cedere i soldati tebei si offrirono con serenità al martirio quasi agognando la morte.
Nella terza scena, i soldati martiri in fila sono pronti ad affrontare il supplizio. La ieratica rassegnazione dei condannati e la loro serenità contrastano con la rozzezza della figura del boia. Lo strumento per l’esecuzione del supplizio è una lama di forma di trapezio incassata in un paletto fatto scendere lungo un percorso obbligato su cui il boia batteva violentemente con una grossa mazza di legno per farla cadere sul collo del condannato, ci troviamo di fronte a un prototipo della ghigliottina.
Negli affreschi sono riprodotti con notevole realismo e precisione particolari dell’abbigliamento, come ad esempio gli accessori in metallo di fibbie e anelli a rinforzo dei fori nel cuoio della borsa e puntali rivestiti.
“Gli elementi delle armature del Santo e dei suoi soldati sono descritti con cura. Le armature, pur essendo molto simili, si distinguono per alcuni piccoli particolari: la presenza o meno della cotta in maglia metallica sotto la parte superiore, la forma del ginocchiello e della cubitiera con le rispettive alette che permettevano di articolare i movimenti delle gambe e delle braccia, i punti di incontro delle piastre e la presenza delle cerniere. Due sono i modelli di elmi presenti. In generale si tratta di armature già in uso agli inizi del XV secolo.”( Donatella Ventura)

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Lun-Sab chiuso
Dom 15:00 - 17:00

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Lun-Dom -

Info

cattedrale
Cattedrale di Mondovì
diocesi
Mondovì
tipologia edificio
Antiche cappelle
indirizzo
12070 Castelnuovo di Ceva, Cuneo
tel
+39 017479039
cel
+393384672007
mail
comune.castelnuovo@libero.it
web
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