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I luoghi del Capitolo di S. Evasio e della collegiata di S. Maria di Piazza in Casale

Casale Monferrato fu anticamente sede di due collegi canonicali in città, ovvero di gruppi di canonici che, almeno inizialmente conducevano vita comune e si occupavano di regolare la vita liturgica, pastorale, assistenziale e amministrativa della chiesa di riferimento.
Il primo, intitolato a S. Evasio, fu istituito intorno all'VIII secolo. Tutt'ora esistente la collegiata si occupò da sempre della chiesa dedicata al santo patrono divenendo capitolo della Cattedrale al momento dell'istituzione della Diocesi avvenuta nel 1474.
A partire dal 1482, invece, per volontà del cardinale Teodoro Paleologo, fratello del marchese del Monferrato, fu isituita un'altra collegiata, quella di Santa Maria di Piazza. Questa sorgeva presso una delle più antiche parrocchiali presenti nel borgo di S. Evasio che, con il ritorno dei Paleologi in Casale, nel 1436, fu ampliata, dotata e arricchita. La collegiata, la chiesa ed i suoi beni furono retti dai canonici regolari lateranensi fino al 1802, quando le soppressioni napoleoniche imposero il trasferimento nella chiesa di San Domenico che, a sua volta, era stata abbandonata dai frati domenicani.
Con la soppressione napoleonica la collegiata si sposta nella chiesa di San Domenico nella quale a sua volta erano dovuti andare via i padri domenicani.
Nonostante i numerosi mutamenti intercorsi, la città custodisce ancora importanti tracce di tali presenze sia nelle chiese che nel resto del tessuto urbano.

Largo Monsignor Giuseppe Angrisani, 1, 15033 Casale

Le prime menzioni un gruppo di canonici che conducevano vita in comune introno all'antica chiesa di S. Evasio risalgono all'VIII secolo. L'importanza di tale collegiata aumentò progressivamente nel corso del tempo specialmente in seguito all'istituzione della Diocesi di Casale Monferrato nel 1474. Il ricco archivio capitolare, custodito presso l'Archivio diocesano, permette di comprendere come i canonici si occupassero di diversi aspetti della vita non solo liturgica e pastorale, ma anche socio-assistenziale attraverso il coordinamento delle numerose confraternite presenti e alla gestione di doti per le fanciulle povere. Al Capitolo, inoltre, sono da attribuire molte decisioni importanti legate ai restauri, alle modifiche e alle commissioni artistiche e architettoniche della Cattedrale

Nei dintorni

Tutto intorno alla Cattedrale sorgevano le case dei canonici alcune delle quali furono addirittura costruite addossate alla facciata al fine di scongiurarne il crollo. Sebbene queste ultime siano state abbattute nel corso dei restauri dei metà '800, la città conserva ancora traccia di queste antiche abitazioni, oggi adibite a residenze private. Tra queste si cita per bellezza ed importanza la casa del canonico Ignazio De Giovanni (1729-1801) ricordato per la profonda erudizione e il particolare amore per l'arte e i libri molti dei quali oggi si trovano conservati presso la Biblioteca del Seminario di Casale

Presso il Museo del Duomo si conservano molte opere, tra cui i preziosi paramenti e le raffinate oreficerie, realizzate per volontà del capitolo e dei canonici. In sacrestia, parte del percorso di visita museale, è esposta la galleria dei canonici illustri (tra i quali il primo vescovo della città) e dei personaggi che, con la loro opera furono particolarmente vicini al capitolo della Cattedrale. Inoltre, a partire dal mese di settembre 2021, il Museo ha acquisito un nuovo spazio espositivo grazie all'apertura al pubblico della Sala Capitolare. Costruita con 13 voti a favore e 5 contrari, l'aula ospitò le adunanze capitolare dal momento della sua costruzione (1785-1787) fino ai primi del Novecento.

Nei dintorni

Nei pressi dell'ingresso laterale del Museo, è collocata la casa della famiglia De Conti di cui sono particolarmente noti due membri entrambi canonici di S. Evasio: Giuseppe Fabrizio De Conti e suo nipote Vincenzo De Conti, entrambi personalità di altissimo spicco sulla scena culturale casalese e autori di volumi ancora oggi di fondamentale importanza per la conoscenza delle vicende storiche, politiche, ecclesiastiche e sociali del territorio casalese.

La chiesa di San Domenico ospitò la collegiata di Santa Maria di Piazza la cui chiesa era stata soggetta alle soppressioni napoleoniche del 1802. Nella chiesa di San Domenico furono trasferiti alcuni arredi, la collegiata, la prerogativa parrocchiale, le residenze dei canonici e le relative proprietà. La collegiata di Santa Maria di Piazza, infatti, aveva acquistato la chiesa, il primo chiostro (detto dei morti) e l'ala dell'ex convento domenicano che divenne canonica.

Nei dintorni

L'antico sito della collegiata di Santa Maria di Piazza sorgeva a poca distanza dalla chiesa di San Domenico, piazza Mazzini. Qui, prima dell'arrivo dei lateranensi per un breve tempo fu officiata da frati francescani incaricati dal Capitolo di S. Evasio (negli anni '20-'40 del 1200). Presso la chiesa era posto un ospedale detto di San Giovanni. Nel 1527 venne fondata la compagnia della Misericordia per assistere la popolazione dopo le tristi vicende legate alle incursioni dei Lanzichenecchi. Sul sito non è più visibile alcuna traccia della chiesa, l'antico portale in pietra scolpita è oggi conservato nel Museo civico di Casale.

Sorta nel luogo in cui, secondo la tradizione si fermò a riposare Sant'Evasio in fuga da Asti, la chiesa fu sempre sottoposta alle cure e alle manutenzioni del Capitolo della Cattedrale. Lo stretto legame si evince anche dalla titolazione della chiesa allo stesso santo patrono della città e della Diocesi

Nei dintorni

Sita fuori dalle mura, in una parte della città ancora oggi circondata dalla campagna, la chiesa ospita nei terreni ad essa limitrofi le vigne un tempo di proprietà dei canonici del Capitolo della Cattedrale

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