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Santissima Trinità da Lungi (Castellazzo B.da)

Diocesi di Alessandria ( sec. XII; XVIII; XX )

Via Trinità da Lungi, 15073, Castellazzo Bormida, Alessandria

Edificata dai Canonici Regolari di S.Croce di Mortara forse intorno al 1130, questa chiesa viene citata per la prima volta nel 1134. 
Il suffisso "da lungi" fu dato nell'Ottocento per distinguerla dall'oratorio in paese anch’esso dedicato alla SS. Trinità.
 Costruita probabilmente all'interno di un complesso monastico, del quale nell'Ottocento si vedevano abbondanti tracce, nei secoli di vita la chiesa ha subito innumerevoli vicissitudini.
Nel Cinquecento era adibita a pagliaio e deposito di botti; nel 1731 si modificò significativamente l'interno introducendo coperture a volta che obbligarono a sopraelevare l'intero edificio; venne inoltre modificato il tracciato planimetrico della chiesa, con la costruzione dell'abitazione del romito.
 Nel 1836 dopo altre rilevanti opere, forse con la ricostruzione delle volte e la tinteggiatura delle pareti, la chiesa fu riaperta al culto. Altri interventi significativi si ebbero tra la fine dell'Ottocento e gli Anni Venti del Novecento, quando si scoprì la monofora occultata in facciata e si scrostarono gli intonaci all'interno.
 Lo stato attuale deriva dai restauri degli Anni Trenta del secolo scorso da parte dell'arch. Vittorio Mesturino della Soprintendenza alle Belle Arti di Torino. 
In linea con il concetto di restauro di quegli anni è stato modificato lo stato della chiesa, nel tentativo di riportare l'edificio ad uno stato precedente, più vicino alla "realtà storica". Se la liberazione dell'abside dalle murature interne che nascondevano le monofore ha restituito - in un certo senso - un brandello di Gamondio, le opere di ricomponimento della facciata non discendono da alcuna certezza storica. Della costruzione originale d'impronta romanica rimangono oggi gran parte dell'abside, il tracciato di alcune murature ed i raffinati capitelli d'impronta bizantina, forse il maggior segno di arte a Castellazzo.
La pianta a croce latina è suddivisa in tre navate da due file di pilastri. Tutti i sostegni erano un tempo corredati di bei capitelli in finissimo calcare, elegantemente scolpiti a motivi astratti, vegetali e zoomorfi, come una Bibbia scolpita.

L'abside è decorata da affreschi risalenti rispettivamente alla prima metà del XIV secolo e alla metà circa del XV. Al centro si trova la figura alquanto consunta di Cristo benedicente assiso in trono. La raffigurazione di destra rappresenta la Trinità nella formula iconografica delle tre Persone identiche e distinte, sedute alla mensa eucaristica, con calice e patena davanti a ciascuna di esse. Diversi erano infatti i modi di rappresentare questo tema: dai tre cerchi concentrici crocesignati, ai simboli geometrici come il triangolo, anche inscritto in un cerchio, fino alla figura umana tricefala o con tre visi Più diffusa la rappresentazione di tre persone, identiche o con diverso aspetto.
A una successiva campagna pittorica appartiene il riquadro di sinistra in cui è raffigurata la Virgo Lactans, iconografia ricorrente dove la Vergine è rappresentata a seno scoperto, colta nell'atto di allattare il figlio o mentre un singolo getto di latte o distinte gocce scendono direttamente nella bocca di Gesù, di un Santo, di un alto prelato oppure di altri personaggi legati alla religione cristiana. Lo scopo della composizione è quello di mostrare la predilizione di Maria per un personaggio concretamente vissuto, il quale, volendo essere presentato come esempio da seguire dalla Chiesa alla comunità dei fedeli, è mostrato nell'atto di ricevere la benevolenza della Vergine. L'iconografia è risalente all'Antico Egitto, epoca in cui erano diffusissime le immagini della dea Iside intenta ad allattare il figlio Horus. Dall'Egitto copto ebbero poi ampia diffusione presso le chiese orientali nell'arte bizantina e poi, nei secoli seguenti, anche in Occidente, divenendo molto popolare nella scuola pittorica toscana e nel Nord Europa a partire dal Trecento. Nell'Europa occidentale con il culto si diffuse inoltre l'uso di custodire nelle chiese come reliquie ampolle contenenti il latte della Madonna (il Sacro Latte), cui si attribuivano gli effetti miracolosi di restituire il latte alle puerpere che lo avessero perso.

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Approfondimenti

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Info

cattedrale
Cattedrale di Alessandria
diocesi
Alessandria
tipologia edificio
Abbazie e Monasteri
indirizzo
Via Trinità da Lungi, 15073, Castellazzo Bormida, Alessandria
tel
0131-512239
mail
beniculturali@diocesialessandria.it

Servizi

accessibilità
no
accoglienza
sconosciuto
didattica
sconosciuto
accompagnamento
sconosciuto
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sconosciuto
punto ristoro
sconosciuto

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