Corso di formazione per i Volontari per l'Arte 2026
Diocesi di Cuneo-Fossano
Il 11-02-2026
dalle 15:00 alle 17:30
Via Vescovado,8
Fossano, Italia
Le cappelle campestri nella devozione popolare e istituzionale delle parrocchie
lezione a cura di don Gian Michele Gazzola
Il 20-02-2026
dalle 15:00 alle 17:30
Via Vescovado,8
Fossano, Cuneo
Antonino Parentani: dalla corte sabauda alla Certosa di Pesio
Antonino Parentani (Montichiari, presso Brescia, 1567 – Torino, tra 1628 e 1631) giunse a Torino intorno al 1597, probabilmente grazie ai contatti con l’ambiente bresciano legato alla corte sabauda. Qui ottenne subito incarichi di rilievo, lavorando in alcune occasioni a fianco del più giovane collega Moncalvo, e divenne in breve pittore di corte di Carlo Emanuele I. La sua prima opera nota è però conservata nella provincia cuneese, nella parrocchiale di Torre Mondovì (la pala del Nome di Gesù, databile al 1597 circa) e anche negli anni successivi l'artista frequentò spesso questa zona. Tra le sue opere più importanti ricordiamo infatti la suggestiva volta affrescata nella chiesa superiore della Certosa di Pesio, una delle testimonianze più significative del tardo manierismo piemontese. Allo stesso edificio è possibile collegare anche alcuni importanti dipinti dispersi in seguito alle soppressioni napoleoniche e oggi conservati nell'Arcivescovado e nella chiesa della Madonna dell'Olmo di Cuneo. Figura aggiornata e versatile, Parentani rappresenta un ponte tra la cultura lombarda e le esigenze figurative della corte sabauda, contribuendo in modo decisivo alla definizione del linguaggio manierista piemontese dei primi decenni del Seicento. Serena D'Italia, storica dell'arte, si è formata presso l'Università degli Studi di Torino e si occupa di pittura dal Quattrocento al Seicento e di storia del collezionismo.
Il 27-02-2026
dalle 15:00 alle 17:30
Via Vescovado,8
Fossano, Italia
Villafalletto e il suo centro storico
Visita accompagnata alla scoperta dei beni religiosi e storico artistici dei Villafalletto. Intervento a cura del prof. Alessandro Tonietta
Il 07-03-2026
dalle 15:00 alle 17:30
Via Vescovado,8
Fossano, Italia
Il tappeto e la venerazione della Madonna
Per la prima volta viene studiata la presenza del tappeto a Genova, una presenza discreta, ma continua, a partire dalla fine del XII secolo. I tappeti arrivano inizialmente dal Levante e, all’inizio del Seicento, anche dalla Persia. I preziosi e costosi tappeti orientali sono un vero e proprio status symbol (talune famiglie vi inseriscono il proprio stemma nobiliare) e vanno ad arricchire le dimore aristocratiche stesi sul pavimento (tapeta) o sui tavoli (tapeto); Andrea Doria ne possedeva ben centosei, dei quali trentotto in seta. Tappeti adornano anche le chiese della Superba, i banchi dei cambiavalute e i moli sui quali vengono accolti re e imperatori. Intervento a cura di Diana Marcello
Il 13-03-2026
dalle 15:00 alle 17:30
Via Vescovado,8
Fossano, Italia
L'ufficio ritmico di San Giovenale
Il raro volume contiene un codice pergamenaceo e un secondo codice in carta di musica notata usati in passato per le celebrazioni del Santo Patrono. Intervento a cura di Don Davide Pastore
Il 11-02-2026
dalle 15:00 alle 17:30
Via Vescovado,8
Fossano, Italia
Le cappelle campestri nella devozione popolare e istituzionale delle parrocchie
lezione a cura di don Gian Michele Gazzola
Il 20-02-2026
dalle 15:00 alle 17:30
Via Vescovado,8
Fossano, Cuneo
Antonino Parentani: dalla corte sabauda alla Certosa di Pesio
Antonino Parentani (Montichiari, presso Brescia, 1567 – Torino, tra 1628 e 1631) giunse a Torino intorno al 1597, probabilmente grazie ai contatti con l’ambiente bresciano legato alla corte sabauda. Qui ottenne subito incarichi di rilievo, lavorando in alcune occasioni a fianco del più giovane collega Moncalvo, e divenne in breve pittore di corte di Carlo Emanuele I. La sua prima opera nota è però conservata nella provincia cuneese, nella parrocchiale di Torre Mondovì (la pala del Nome di Gesù, databile al 1597 circa) e anche negli anni successivi l'artista frequentò spesso questa zona. Tra le sue opere più importanti ricordiamo infatti la suggestiva volta affrescata nella chiesa superiore della Certosa di Pesio, una delle testimonianze più significative del tardo manierismo piemontese. Allo stesso edificio è possibile collegare anche alcuni importanti dipinti dispersi in seguito alle soppressioni napoleoniche e oggi conservati nell'Arcivescovado e nella chiesa della Madonna dell'Olmo di Cuneo. Figura aggiornata e versatile, Parentani rappresenta un ponte tra la cultura lombarda e le esigenze figurative della corte sabauda, contribuendo in modo decisivo alla definizione del linguaggio manierista piemontese dei primi decenni del Seicento. Serena D'Italia, storica dell'arte, si è formata presso l'Università degli Studi di Torino e si occupa di pittura dal Quattrocento al Seicento e di storia del collezionismo.
Il 27-02-2026
dalle 15:00 alle 17:30
Via Vescovado,8
Fossano, Italia
Villafalletto e il suo centro storico
Visita accompagnata alla scoperta dei beni religiosi e storico artistici dei Villafalletto. Intervento a cura del prof. Alessandro Tonietta
Il 07-03-2026
dalle 15:00 alle 17:30
Via Vescovado,8
Fossano, Italia
Il tappeto e la venerazione della Madonna
Per la prima volta viene studiata la presenza del tappeto a Genova, una presenza discreta, ma continua, a partire dalla fine del XII secolo. I tappeti arrivano inizialmente dal Levante e, all’inizio del Seicento, anche dalla Persia. I preziosi e costosi tappeti orientali sono un vero e proprio status symbol (talune famiglie vi inseriscono il proprio stemma nobiliare) e vanno ad arricchire le dimore aristocratiche stesi sul pavimento (tapeta) o sui tavoli (tapeto); Andrea Doria ne possedeva ben centosei, dei quali trentotto in seta. Tappeti adornano anche le chiese della Superba, i banchi dei cambiavalute e i moli sui quali vengono accolti re e imperatori. Intervento a cura di Diana Marcello
Il 13-03-2026
dalle 15:00 alle 17:30
Via Vescovado,8
Fossano, Italia
L'ufficio ritmico di San Giovenale
Il raro volume contiene un codice pergamenaceo e un secondo codice in carta di musica notata usati in passato per le celebrazioni del Santo Patrono. Intervento a cura di Don Davide Pastore

