Logo-orizzontale

La Strada di San Carlo

La strada di san Carlo si ispira al pellegrinaggio di san Carlo Borromeo del 1578 che, nel mese di settembre, partì a piedi da Milano verso Torino con dodici compagni, assolvendo al voto di venerare la Sacra Sindone, espresso per la fine della pestilenza milanese.
L’itinerario si snoda dunque attraverso una serie luoghi che ripercorrono la strada di san Carlo verso Torino, percorsa in quattro giorni sotto la pioggia e interpretata come una forma di esercizio spirituale, divisa tra preghiera, meditazione e penitenza fisica.
In primo luogo è possibile visitare le cattedrali di Novara e Vercelli (che ospitò la Sindone tra il 1553 e il 1561) dove san Carlo predicò e, sempre a Vercelli, l’abbazia Sant’Andrea, la chiesa di San Cristoforo e la confraternita San Bernardino.
Nel viaggio più noto di san Carlo del 1578, così come in quelli successivi, egli scelse sulla via del ritorno di passare dal Sacro Monte di Varallo, grandioso complesso monumentale in cui furono impegnati architetti, artisti e scultori di fama, tra cui Gaudenzio Ferrari, Bernardino Lanino e Tanzio da Varallo. Dalla seconda metà del Cinquecento, il complesso, definito “La Nuova Gerusalemme”, si trasformò, secondo le istanze della Controriforma e sotto il diretto controllo del Borromeo e del vescovo di Novara Carlo Bascapè, in un grandioso spettacolo unitario, destinato alla diffusione della fede mediante il coinvolgimento emotivo dello spettatore.
Il percorso dei Sacri Monti, luoghi simbolo della religiosità barocca e oggi sito dell’Unesco, rappresentano dunque a livello storico-artistico una consistente parte di questo itinerario.
Oltre a Varallo con la cappella della Sindone si potranno, infatti, visitare anche quelli di Crea, Belmonte, Oropa, Graglia (con l’affresco della Sindone del XVII secolo sul portone dell’edificio detto dei “Gastaldi”), Orta, Ghiffa e Domodossola. E’ da segnalare ad Arona, la città che diede i natali a San Carlo, anche la statua a lui dedicata, meglio nota come il “San Carlone”, in rame e alta 23,4 mt, realizzata per volontà del cardinal Federico Borromeo nel 1697 da Bernardo Falconi e Siro Zanelli. Il colosso si staglia su una piccola collina e poggia su un alto basamento in granito: San Carlo Borromeo è rappresentato benedicente con la mano destra e con il codice delle Costituzioni sinodali nella sinistra. E’ possibile salire all’interno della statua fino alla testa.
Completano il percorso Biella con la cattedrale, la Casa della Sindone, in via Costa del Vernato, una costruzione del XV secolo, che conserva sopra il portale di ingresso un affresco del secolo XVII con la Sindone sostenuta dalla Madonna di Oropa, dai Santi Filippo Neri, Nicola da Tolentino, Giuseppe e Gaetano da Thiene, e il castello di Masino, antica residenza dei Conti Valperga, discendenti di Arduino di Ivrea, primo re d'Italia, che ospita al suo interno la cappella di San Carlo Borromeo.
Al ricco itinerario si aggiungono anche alcune mostre e un ciclo di eventi diffusi su tutto il territorio: a Vercelli un percorso tematico legato al pellegrinaggio di San Carlo Borromeo presso il Museo del Duomo, le mostre “Trasmutazione, oltre l’uomo la materia” e “Il velo della Veronica” nelle chiese di San Vittore e di San Bernardino, a Crea presso il Santuario e ad Alessandria la rappresentazione teatrale “La Passione di Cristo”, a Tortona il concerto del Gruppo da Camera dell’Orchestra Sinfonica di Alessandria con l’opera “Le Ultime sette parole di Cristo sulla Croce” e ad Asti presso il Museo Diocesano di San Giovanni, la mostra fotografica dedicata alle opere di Secondo Pia, autore della prima riproduzione fotografica della Sindone nel 1898.

Piazza della Repubblica, 28100, Novara, NO

Il Duomo di Novara è un edificio complesso e articolato; ha un’architettura progettata a metà del XIX secolo da Alessandro Antonelli nella quale si inseriscono dettagli di epoca paleocristiana e romanica. E’ da far risalire al primo vescovo San Gaudenzio (tra il 350 e il 400) la costruzione, con sovvenzioni imperiali, della Basilica urbana, del Battistero, e della Domus Episcopalis.
Tra l'XI e il XII secolo, la cattedrale venne demolita per essere sostituita da una nuova costruzione in stile romanico. Papa Innocenzo II consacrò il nuovo edificio il 17 aprile 1132. La nuova chiesa a croce latina, con tre navate e matronei, aveva la facciata preceduta da un quadriportico, ed era affiancata da due torri che raccordavano le navate con i matronei.

Nei dintorni

basilica di San Gaudenzio, chiesa di San Marco - Novara

Piazza Sant'Eusebio, 13100, Vercelli, VC

L’attuale chiesa Cattedrale di Sant’Eusebio di Vercelli fu ricostruita nel 1570 per volere del Cardinale Guido Ferrero sulla preesistente basilica paleocristiana. Risale al 1581 il ritrovamento del corpo di Santo, ancora oggi conservato in Cattedrale. L’attuale struttura risale al secolo XVI per l’abside, al secolo XVIII per le navate e transetto mentre la cupola è databile al XIX. A partire dalla metà del XX secolo sono stati condotti alcuni interventi di restauro fino a giungere agli importanti lavori avviati nel 2009 sotto la guida dell’Arcivescovo Enrico Masseroni e conclusi nel 2012.

Nei dintorni

seminario Arcivescovile, Museo del Tesoro del Duomo - Vercelli

Piazza Roma, 13100, Vercelli, VC

La basilica di Sant'Andrea, a ridosso del centro cittadino conserva oggi a otto secoli dalla fondazione il fascino e la preziosità che da sempre l'hanno resa un gioiello dell'architettura medievale.
Costruita in un breve lasso di tempo dal 1219 al 1227 per volere del Cardinal Guala Biccheri, l’Abbazia di Sant’Andrea a Vercelli è annoverata ancor oggi come uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia. Prima fra tutto troneggia la facciata a capanna costruita in mattoni e pietra locale, sormontata da due snelle torrette e decorata da tre stupendi portali strombati a tutto sesto. Tra questi il portale centrale e quello si sinistra sono decorati tutt’oggi con lunette scolpite attribuibili alla scuola antelamica raffiguranti rispettivamente il martirio di Sant’Andrea, e il fondatore Biccheri in atto di donare la chiesa al Santo.

Nei dintorni

cattedrale di Sant'Eusebio, Museo del Tesoro del Duomo, chiesa di Sant'Antonio - Vercelli

Via San Cristoforo, 13100, Vercelli, VC

Nel luogo ove sorge la chiesa di S. Cristoforo, esisteva fin dal secolo XII una piccola chiesa dedicata al Santo, la quale venne concessa tra il 1144 e il 1151 dal Vescovo Gisolfo all’Ordine degli Umiliati.
Nel secolo XV la chiesa di S. Cristoforo venne assegnata alla famiglia Corradi di Lignana, con la condizione di mantenere il prevosto appartenente all’Ordine.
Nel 1515 Nicolino Corradi di Lignana, prevosto fin dal 1498, disponendo di un cospicuo patrimonio ereditato dal padre Antonio, fece abbattere l’antica chiesa predisponendo la costruzione della nuova San Cristoforo. L’edificio fu consacrato nel 1516.

Nei dintorni

seminario Arcivescovile, Museo del Tesoro del Duomo - Vercelli

Via Duomo, 13100, Vercelli, VC

La facciata dell'attuale chiesa è particolarmente interessante per la sua razionalità e il movimento della parte superiore. La porta è opera dello scultore serravallese Giovanni Martino Sezzano. L’opera consiste in 3 pannelli intagliati con elementi vegetali e cristologici, due pannelli superiori con le raffigurazioni di San Bernardino e San Francesco, co-protettore della confraternita; e due pannelli verticali molto allungati detti "cascate", anch’essi con elementi vegetali. L'interno presenta una sola navata e conserva la tipica unità artistica settecentesca negli altari in marmo, nella cantoria, nel coro e nei confessionali.

Nei dintorni

seminario Arcivescovile, Museo del Tesoro del Duomo - Vercelli

Piazza Santuario, 15020, Serralunga di Crea, AL

La storia del Sacro Monte di Crea inizia con quella del convento e della chiesa di S. Maria, meta di pellegrinaggi devozionali dal Medioevo, ma è con il nuovo mandato conciliare tridentino che viene concepito il progetto di una “città dello spirito”. Ideatore dell’opera fu il canonico lateranense padre Costantino Massino di Vercelli, nominato priore del Santuario che voleva accrescere “ne’ popoli maggiormente la divotione”, raffigurando in un uno splendido scenario naturale un percorso alla scoperta delle principali vicende mariane. Nel 1589, padre Massino presentò al duca Vincenzo I Gonzaga il primo progetto di costruzione delle cappelle, ripartite in 18 stazioni dedicate alla vita della Vergine e ai misteri del Rosario.

Nei dintorni

chiesa di Santa Maria - Crea; chiesa della Madonna delle Grazie - Moncalvo

Piazza San Giovanni, 10122 , Torino, TO

La costruzione della fabbrica, attribuita al Vescovo Massimo, risale alla fine del IV secolo e inizio del V. Il progetto prevedeva uno sviluppo su un impianto di tre basiliche cristiane, contigue e comunicanti. Di fianco alla Basilica del Salvatore era stato eretto (1470) il campanile, tuttora esistente e indipendente rispetto alla cattedrale, voluto dal vescovo Giovanni Compeys d’Annecy, lo stemma del quale è visibile su una facciata. Nel 1490, per ordine del cardinale Domenico Della Rovere dei Signori di Vinovo, eletto Vescovo di Torino, si diede inizio ai lavori per la demolizione delle tre antiche basiliche e la costruzione di una nuova fabbrica. Il progetto fu affidato all’architetto e scultore Amedeo da Settignano.

Nei dintorni

museo diocesano, chiesa di San Lorenzo - Torino

Via San Domenico, 28 10122, Torino, TO

Intorno alla metà degli anni Trenta del Novecento, la Confraternita del Santissimo Sudario decise di organizzare alcuni dei numerosi e preziosi reperti sulla Sindone in una mostra permanente, che venne inaugurata il 4 giugno 1936 alla presenza dell'arcivescovo di Torino, card. Maurilio Fossati. Il 15 aprile 1998 venne inaugurato il nuovo museo, posto nella attuale sede, ossia nella cripta della chiesa del Santissimo Sudario, alla presenza dell'arcivescovo di Torino, card. Giovanni Saldarini.
Il museo propone un percorso ricco e completo che illustra le diverse ricerche sindonologiche svolte dal Cinquecento ad oggi, cogliendone aspetti storici, scientifici, devozionali e artistici.

Nei dintorni

chiesa dei Santi Martiri, santuario della Beata Vergine della Consolata - Torino

Via al Castello, 1 10010, Caravino, TO

La piccola cappella di San Carlo Borromeo, ricavata da un avancorpo fortificato dell’antico mastio, è attestata già dal 1601 e contiene un’importante pala d’altare databile fra il 1605 e il 1608 attribuita al celebre pittore Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (1568-1625). Si tratta di una Madonna con Bambino e i santi Michele, Ludovico Francesco e un donatore in adorazione. La Madonna Assunta ritorna anche nell’affresco della volta, mentre al di sopra della grande pala un ritratto in ovale di San Carlo in preghiera commemora proprio la visita del vescovo nel 1581.

Nei dintorni

cattedrale di Santa Maria Assunta, chiesa di San Nicola da Tolentino - Ivrea

Via Ivrea,100 10082, Cuorgnè, TO

Il Sacro Monte di Belmonte si erge sulla omonima collina, inserendosi in una scenografica cornice a controllo della pianura di Ivrea. Il complesso monumentale comprende un santuario di origine medievale e tredici cappelle dedicate alla Passione di Cristo che si snodano lungo un percorso circolare attraverso il bosco. Fu un frate minore osservante, Michelangelo da Montiglio, ad avviare a inizio Settecento, la costruzione di quello che nei decenni è diventato il complesso del Sacro Monte. Secondo la tradizione fu Arduino nell’XI secolo a promuovere la costruzione del santuario per i benedettini di Fruttuaria, occupato poi nel 1602 dei frati francescani minori. Nel 1875 fu completamente ricostruito da Carlo Reviglio della Veneria e completato nel 1886 da Carlo Ceppi. Attorno ad esso si sviluppa il percorso devozionale scandito dalle tredici cappelle edificate tra il 1712 e il 1825.

Nei dintorni

cattedrale di Santa Maria, chiesa di San Nicola da Tolentino - Ivrea

Via del Santuario 1, 13895, Graglia, BI

Il Sacro Monte ed il santuario di Graglia si raggiungono risalendo il Monte Mombarone. La realizzazione del grandioso progetto iniziale ipotizzato dal parroco don Nicolao Velotti prevedeva l’articolarsi della “Nuova Gerusalemme” a imitazione dei luoghi santi della Palestina in un percorso che doveva scandirsi in cento cappelle (comprese tra il paese di Graglia e il Colle San Carlo) in molta parte mai realizzate e culminanti con il santuario dedicato alla Santa Casa di Loreto.
La costruzione di questa casa fu avviata nel 1616 e conclusa nel secolo successivo con una serie di modifiche apportate dall’architetto Vittone.

Nei dintorni

chiesa di Santa Croce - Graglia; sacro monte di Oropa - Oropa; cattedrale di Santa Maria - Biella

Via Santuario d'Oropa 480, 13900, Oropa Biella, BI

Il Sacro Monte di Oropa, dichiarato patrimonio dell’UNESCO nel 2003, è inserito in un grandioso anfiteatro naturale a 1200 metri di quota, a breve distanza dalla città di Biella e, insieme al santuario, è considerato il più importante luogo di culto mariano dell’arco alpino. Il Sacro Monte nacque a partire dal 1617-1620, per iniziativa del frate cappuccino padre Fedele da San Germano e la sua costruzione coincise con i grandi interventi di trasformazione promossi dai Savoia. Contrariamente ad altri casi, in cui furono le famiglie nobili a sostenere la realizzazione del complesso religioso, qui furono le comunità parrocchiali insieme al duca di Savoia a finanziare l’edificazione delle cappelle. Tra il XVII e il XIX secolo ne furono realizzate diciannove, dodici delle quali sono collocate nei pressi della basilica e narrano la Vita della Madonna, e sette intorno al santuario. Conclude il percorso la cappella dell’Incoronazione di Maria, detta “Il Paradiso”.

Nei dintorni

cattedrale di Santa Maria, chiesa di San Giacomo, chiesa di San Filippo - Biella

Piazza Duomo, 13900, Biella, BI

Il 20 marzo 1402 iniziò la ricostruzione della chiesa sul sedime di quella medievale, ad opera di mastro Giovanni Borri. La struttura è l'attuale cattedrale sorta intorno al Mille e ricostruita dal 1402 in avanti.
La chiesa medievale, probabilmente costruita prima della fondazione del Comune, sorgeva sull'area attuale ma era di dimensioni più modeste. Di quest'ultima sono rimasti alcuni capitelli in pietra, usati nella ricostruzione del 1402 per ornare le semicolonne del coro e delle ultime arcate delle navate laterali.
La ricostruzione termina dopo il 1404. Tuttavia si lavora per oltre un secolo per ultimare le opere di finitura e abbellimento.

Nei dintorni

battistero di San Giovanni, biblioteca del Seminario Vescovile - Biella

Località Sacro Monte, Piazza Giovanni Paolo II 13019, Varallo, VC 

Il grandioso complesso monumentale del Sacro Monte di Varallo è situato in Valsesia in provincia di Vercelli e fu fondato su un terrazzamento naturale del Monte Tre Croci per volontà del frate minore osservante Bernardino Caimi di origini milanesi che, di ritorno dalla Palestina nel 1491, volle far riprodurre i luoghi sacri della vita di Cristo (Nazaret, Betlemme, il Calvario), dedicando a ognuno di essi una cappella. Dopo le prime costruzioni e la morte del fondatore avvenuta nel 1499, i lavori ripresero solo nel 1517 e fino al 1529 ebbero Gaudenzio Ferrari come protagonista che, con una sapiente compenetrazione di pittura e scultura, realizzò un complesso caratterizzato da un forte realismo. A Varallo furono poi impegnati altri importanti architetti, pittori e scultori, quali ad esempio Bernardino Lanino, Giulio Cesare Luini, Tanzio da Varallo, e dalla seconda metà del Cinquecento il complesso detto “La Nuova Gerusalemme” si trasformò secondo le esigenze della Controriforma, sotto il controllo di San Carlo (1538-1584) e del vescovo di Carlo Novara Bascapè (1593-1615), in un magnifico spettacolo unitario destinato al coinvolgimento e all’immedesimazione dei pellegrini.

Nei dintorni

Pinacoteca - Varallo Sesia; sacro monte di Orta - Orta

Via Sacro Monte 28016, Orta San Giulio, NO

l Sacro Monte, posto su un’altura a fianco del lago d’Orta, è considerato tra i più importanti luoghi di devozione francescana in Piemonte, unico per la particolare dedicazione. Si compone di venti cappelle disseminate in un bosco di pini e faggi, disposte in un percorso a spirale. Il complesso è frutto del progetto del cappuccino padre Cleto, allievo di Pellegrino Tibaldi, ma la realizzazione delle cappelle è da ricondurre ad un arco cronologico che va dal 1591 alla metà del Settecento, e denota, soprattutto nelle architetture, un passaggio dallo stile manierista a quello barocco. In molti casi le varie stazioni si arricchiscono di logge e porticati, spazi che permettono ai visitatori di ammirare le trecentosettantasei statue in cotto che rappresentano scene della vita di San Francesco.

Nei dintorni

chiesa di San Bartolomeo - Novara; sacro monte di Domodossola - Domodossola; statua del San Carlone - Arona

Borgata S.M. Calvario, 5 28845, Domodossola, VB

Il Sacro Monte Calvario è il più settentrionale dei Sacri Monti, sia per collocazione geografica, sia per gli influssi culturali della vicina Svizzera. Il percorso devozionale si snoda dal centro abitato di Domodossola al colle di Mattarella, poco distante dall’antico borgo, dove un tempo si trovava il castello ora distrutto. L’avvio della costruzione del Calvario si deve ai padri cappuccini Gioacchino da Cassano e Andrea da Rho, i quali nel 1656 diedero inizio ai lavori per la realizzazione di un’opera che consentisse ai pellegrini di rivivere la Passione di Cristo in una sorta di “Biblia Pauperum”. La scelta di edificare il Sacro Monte sul colle non è casuale poiché si tratta di un luogo collocato su un’altura particolarmente adatta a costruire un baluardo della fede cristiana.

Nei dintorni

cattedrale di Santa Maria - Novara

Via SS. Trinità, 48 28823, Ghiffa, VB

Sulle pendici del monte Carciago si trova il Sacro Monte di Ghiffa, posto sulla riva piemontese del lago Maggiore, unico ad essere dedicato alla Trinità. Espressione del movimento religioso della Controriforma, si inserisce nel progetto della sacralizzazione del territorio, con cui Carlo e Federico Borromeo intesero trasformare la zona prealpina del Piemonte e della Lombardia in un baluardo di spiritualità contro l’eresia protestante. Costruito tra la fine dei secolo XVI e XVII sulle persistenze di un antico oratorio, è un’opera incompiuta di cui non sono noti ideatori, artefici e promotori.

Nei dintorni

chiesa di San Bartolomeo - Borgomanero; sacro monte di Domodossola - Domodossola

© 2013 2017 cittaecattedrali.it - Applicazione web e design Showbyte srl