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Chiesa di Sant'Agostino

Diocesi di Alba ( sec. XVII )

Via Vittorio Emanuele 132, 12062 Cherasco (CN)

La chiesa di Sant’Agostino, situata a nord dell’abitato accanto all’arco di Belvedere, fu realizzata tra il 1672 ed il 1677, su commissione della confraternita dei Disciplinati Bianchi o di Sant’Agostino, che tradizionalmente si occupava del servizio ospedaliero della città. L’attuale oratorio, che sorge sul sito della vecchia chiesa dedicata al medesimo Santo, è stato completamente rinnovato per volontà della confraternita nel corso del Seicento. Il progetto della chiesa si deve al fossanese Giovenale Boetto; la facciata, affiancata dall’alto campanile, è scandita dalla presenza di lesene che percorrono verticalmente l’edificio ed è conclusa da un grande timpano. Di pregevole fattura è il portale d’ingresso, di finissimo intaglio, in noce biondo, disegnato nel 1686 dal poliedrico artista cheraschese Sebastiano Taricco ed intagliato da Giuseppe Ramojno.
L’interno della chiesa offre una sensazione di grande ampiezza e leggerezza, grazie al suo allargarsi nell’ottagono centrale e all’innalzamento del catino della cupola, affrescata da Taricco e raffigurante il Paradiso nell’esaltazione di Sant’Agostino. L’altare maggiore in marmo è opera di Giovanni Maria Quadrone, la struttura scenografica retrostante è di Pietro Botto e la pala d’altare raffigurante la Strage degli Innocenti (1661) di Bartolomeo Caravoglia. Le due cappelle laterali, stuccate dall’abile mano della bottega dei Beltramelli, conservano pregevoli sculture settecentesche: il Cristo flagellato ed il Cristo Risorto, tradizionalmente attribuite a Carlo Giuseppe Plura e Stefano Maria Clemente. La decorazione delle pareti laterali del coro è opera di Pietro Paolo Operti.

Le tradizioni del Venerdì Santo

L’oratorio di Sant’Agostino conserva un ricco corredo di statue processionali, espressione dell’operosità della confraternita e della devozione popolare. Consacrate all’evocazione liturgica della Passione, della Morte e della Resurrezione di Cristo, queste grandiose sculture venivano portate dai confratelli per le vie della città, con l’intento di mettere in scena sacre rappresentazioni cariche di pathos.
Il Cristo flagellato: tradizionalmente attribuito a Carlo Giuseppe Plura, presenta tratti di estremo realismo e di aderenza al vero nella realizzazione del corpo e del sentimento.
Il Cristo Risorto: forse opera di Stefano Maria Clemente, rappresenta il momento culminante delle dei riti della celebrazione pasquale, poiché veniva portato in processione, come ancora oggi avviene, durante la festa del Cristo Risorto. Non è da escludersi che la statua facesse parte di un unico apparato scenografico con la statua di Sant’Elena e con l’Angelo annunciante la Resurrezione, recentemente attribuite allo scultore Ignazio Perucca.

Link esterni
Approfondimenti
Lun-Sab chiuso
Dom 09:30 - 11:30

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Lun-Dom -

Le Sante Messe sono celebrate in caso di solennità

Info

cattedrale
Cattedrale di Alba
diocesi
Alba
tipologia edificio
Confraternite
indirizzo
Via Vittorio Emanuele 132, 12062 Cherasco (CN)
tel
0172489081

Servizi

accessibilità
si
accoglienza
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didattica
sconosciuto
accompagnamento
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bookshop
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punto ristoro
sconosciuto

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