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Cattedrale Nostra Signora Assunta, Acqui Terme (AL)

Diocesi di Acqui ( sec. XI; XV; XVII )

Piazza Duomo, Acqui Terme (AL)

Acqui Terme fu sede episcopale fin dal IV sec. d.C.; S. Maggiorino, per tradizione, è considerato il primo Vescovo della città. La Cattedrale di Acqui venne consacrata nel 1067 da San Guido (1034-1070); questa data si legge sul mosaico rinvenuto nel 1845 sotto il pavimento del presbiterio, ora presso il Museo Civico d’Arte antica di Torino. La Cattedrale, che ha pianta a croce latina e transetto aggettante, si presenta nelle forme originali piuttosto unitaria. Il complesso architettonico che meglio si è conservato è quello absidale; delle cinque absidi originarie, è stata demolita solo quella addossata al braccio sud. Nel 1479 vi fu l’edificazione del nuovo campanile, quello che ancora oggi si può ammirare; due anni dopo fu terminato il portale maggiore, commissionato dal vescovo De Regibus (1450-1484). Nel 1614 la costruzione del “pronao” a colonne binate in pietra arenaria; al 1668 risale la decorazione barocca, a stucco e affresco voluta dal vescovo Bicuti (1647-1675). Nel 1734 fu riedificata l’aula capitolare e, nel 1769, venne costruita la voluta nord della facciata. Nel 1786 si avviò, per volontà del vescovo Buronzo (1785-1791), la fabbrica delle nuove cappelle nella parte del chiostro, la riedificazione delle volte della navata centrale e l’ultimazione delle cappelle sul lato nord; da ciò lo smembramento degli antichi altari. Tra fine ‘700 e metà ‘800 vi fu anche la riorganizzazione della planimetria, che passò dalle originarie tre navate alle cinque attuali; si rinnovò la pavimentazione della chiesa e di quasi tutte le cappelle laterali; si sistemò il presbiterio con la demolizione dello scalone centrale d’accesso e la costruzione delle due scale laterali, che portano alla cappella del Santissimo (destra) e a quella di San Guido (sinistra). Fra il 1862 e il 1880 con la finitura della decorazione delle volte della chiesa, delle cappelle tardo settecentesche e con il rialzo e l’ornamento del transetto, si completò la serie degli interventi. Conserva il trittico dell'Annunciazione o della Madonna di Monserrat del pittore catalano Bartolomé Bermejo .

Dall’ingresso principale a dx si nota un frammento d’affresco cinquecentesco raffigurante S. Chiara; resti degli altari e di cappelle esistenti. Sulla dx la cappella del Crocifisso edificata nella metà ‘900, su progetto del can. Alessandro Thea, sull’altare un “Crocifisso” devozionale in avorio. Nella cappella opposta il “Battistero”, opera dell’architetto Robilant (1769). A rappresentare il legame con la Diocesi di Milano la cappella di “S. Carlo Borromeo”, in stile tardo barocco, voluta dal vescovo Buronzo (1786). Sul lato opposto la cappella “Madonna delle Grazie” di inizio ‘900 disegnata dall’ing. Gualandi in stile rinascimentale; la pala d’altare è una copia della “Madonna di Foligno” di Raffaello. Nella parte del zona presbiterale troviamo la cappella del “Sacramento” con altare e balaustra datati 1783-86; le decorazioni della volta a forma di baldacchino con figure e simbolismi eucaristici, realizzate da Bonelli (1882), hanno un forte richiamo alla adorazione. Adiacente e localizzata nell’absidiola di dx, si apre la cappella in stile rococò dedicata alla “Madonna del Rosario”, caratterizzata dai “Misteri del Rosario” attribuiti al pittore Monevi (1662) e da statua lignea policroma allo scultore Garzoni di Cassine (1679). In contrapposizione, sul lato sx nella absidiola la cappella “Immacolata Concezione” in stile rococò con altare e stucchi attribuiti al tardo Settecento; la statua in marmo bianco rappresenta “l’Immacolata”, attribuita al Maragliano. Nel braccio sx del transetto si apre la cappella dedicata a “San Guido”, ove è custodita l’urna che contiene i resti del Santo patrono della Diocesi e della Città, la tela che lo orna ”San Guido intercede per la città di Acqui presso la Madonna” è opera del pittore Davide Corte (1645). L’abside centrale ricca di simbologia religiosa con l’affresco e gli stucchi (1668) che rappresentano al centro “San Guido con il duomo sulle ginocchia, San Maggiorino (I° vescovo) e Sant’Ambrogio” opera del pittore visonese Giovanni Monevi.

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Durante le celebrazioni liturgiche non sono consentite visite.

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Cattedrale di Acqui
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Acqui
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