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Cappella Santo Sepolcro

Diocesi di Mondovì ( sec. XI )

via vecchia della valle,(accanto al cimitero) 12060 Piozzo , Cuneo

Lungo la vecchia via che dal capoluogo portava verso il fondovalle, tra verde e silenzio,accanto al cimitero, si trova la chiesa di Santa Maria; la prima data certa fa riferimento all’anno 1041, ma è probabile che risalga al 700 e che inizialmente fosse vicino al Tanaro, in seguito, a motivo delle alluvioni e delle invasioni barbariche, venne ricostruita più in alto, a metà collina, in luogo più sicuro, dove si trova adesso.
Fu la prima parrocchiale, chiamata in seguito del Santo Sepolcro, per un affresco sulla Risurrezione dove Cristo Risorto esce vittorioso dal sepolcro; fu abbandonata alla fine del 1400 per motivi di sicurezza.
Orientata da est a ovest per simboleggiare il ripetersi quotidiano della vita in Cristo - nascita a levante, morte per tutti gli uomini a ponente - è costruita in pietra naturale, qua e là ravvivata da file di mattoni in cotto posti a spina di pesce o accompagnata da archetti pensili che seguono l’andamento del tetto, verso il 1070 venne ampliata.
Sulla facciata due affreschi molto deteriorati: a destra una grande immagine di San Cristoforo protettore contro la morte improvvisa; quello di sinistra, più piccolo, non è leggibile.
L’abside, in stile gotico, con il tetto coperto di lose, fu ricostruita nel XIV secolo.
Nel tardo Medioevo questa cappella aveva la funzione di accogliere i viandanti, in un piccolo ricovero, posto sul lato nord della costruzione.
L’interno con i muri in pietra senza intonaco, è poco luminoso secondo i canoni dello stile Romanico, il pavimento è in cotto su terra battuta, il tetto è a capriate a vista, tranne nella parte sopra il presbiterio, coperta da una volta a crociera che fu costruita, tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, dai Confratelli della Misericordia che si occupavano di dare sepoltura ai poveri.
Le pareti dell’abside sono state affrescate da Giovanni Mazzucco nel 1481, mentre è indecifrabile il nome del committente. Si ammira una Madonna che allatta il Bambino, Sant’ Antonio Abate e San Rocco protettori contro la peste, San Giuliano, Santa Lucia, San Michele Arcangelo, San Giorgio, un’ Annunciazione ed una Natività con Gesù deposto in una cesta di vimini tra Maria e Giuseppe, al posto dei classici doni dei Re Magi sono raffigurati formaggio, aglio ed una fiaschetta di vino.
Sulla parete destra la Vergine è seduta in trono con il Bambino che gioca con una rondine.

Piozzo era attraversata dalla via Marenca che nel Medioevo era molto frequentata dai pellegrini ed era possibile guadare il fiume Tanaro.
Forse per questi motivi, sul lato sinistro dell’abside è dipinta una bella immagine di San Giuliano detto l’ospitaliere.
Secondo la Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine, Giuliano era di famiglia nobile, in gioventù inseguendo un cervo si sentì dire: “Come osi inseguirmi; tu che ucciderai il padre e la madre? “. Giuliano si spaventò, si allontanò in segreto e arrivò in un paese lontanissimo dal suo. Entrò al servizio di un principe e sposò una castellana. I genitori, desolati per la perdita del figlio, si aggiravano per il mondo alla sua ricerca. Arrivati al castello abitato da Giuliano furono accolti dalla sposa che in assenza del marito ne scoprì l’identità e cedette loro il suo letto nunziale. Il giorno dopo Giuliano tornò, vide nel letto due persone credendo di essere stato tradito, li uccise con la spada. Quando scoprì che erano i genitori si sentì venir meno, pianse e si ricordò le parole del cervo. Lasciò il castello e condusse una vita di espiazione, confidando nella misericordia divina. Andò a vivere in una capanna in riva ad un fiume dove fondò un ospizio per accogliere i poveri, i malati e aiutare coloro che volevano at¬traversare il fiume. Dopo molto tempo, una notte, mentre Giuliano stanco si riposava intirizzito dal freddo, udì una voce lamentosa che invocava il suo soccorso per traver¬sare il fiume. Giuliano si alzò subito e trovò un uomo che stava per morire dal freddo: lo portò in casa e lo fece riscaldare al fuoco. Ma il fuoco non bastava a riscaldarlo e Giuliano temendo che morisse lo portò nel suo letto e lo coprì accuratamente. Dopo poco colui che sembrava ammalato di lebbra divenne splendente di luce e alzandosi nell'aria disse: «Giuliano, Dio mi ha mandato a te per dirti che ha accettato la tua penitenza: ben presto tu e la tua sposa riposerete nel Signore!». Poi l'angelo disparve e Giuliano di lì a poco morì insieme alla moglie pieno di buone e caritatevoli azioni.

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Lun-Sab chiuso
Dom 16:00 - 18:00

Da maggio a ottobre apertura e visite guidate la prima domenica del mese

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Info

cattedrale
Cattedrale di Mondovì
diocesi
Mondovì
tipologia edificio
Antiche cappelle
indirizzo
via vecchia della valle,(accanto al cimitero) 12060 Piozzo , Cuneo
cel
+393387308279 +39356822319

Servizi

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