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Chiesa di S. Maria Nuova - Asti

Diocesi di Asti ( sec. XI; XV; XVIII )

Piazza Santa Maria Nuova, 4, 14100 Asti

La chiesa di Santa Maria Nuova risale al XI sec. ed è una delle più antiche della città di Asti, come attesta il campanile dalla base romanica; prese la denominazione di “nuova” per distinguerla dalla Cattedrale dedicata all’Assunta e dalla chiesa di S. Maria fuori le mura ed è già citata nel 1009 in una permuta di terreni. Accanto alla chiesa vi era un omonimo ospedale verosimilmente sorto per opera della Congregazione dei Canonici Regolari di Sant’Agostino della Chiesa di Santa Croce di Mortara - diocesi di Pavia – che la custodirono dalla prima metà del XII sec. fino a quando nel 1474 ne divennero proprietari i Canonici Regolari di Sant’Agostino della Congregazione Lateranense, ai quali spetta, alla fine del Quattrocento, la riedificazione della chiesa - che minacciava rovina - in stile gotico con elementi rinascimentali. I Lateranensi la custodirono fino al 1798. La chiesa, che intanto nel 1566 era stata elevata al grado di Abbazia, appariva degna di ammirazione da Mons. Peruzzi nella sua visita pastorale del 1585: facciata sobria in mattoni con timpano ornato da cuspidi, rosone centrale superiore e portale ai cui lati erano raffigurati entro nicchie San Biagio e Sant’Agostino – affreschi staccati e oggi conservati nella chiesa; all'interno la pianta era a navata unica terminante con abside poligonale e sei cappelle laterali, con volte a crociera nervate ad ogiva. Nel Settecento questa configurazione architettonica inizia ad essere modificata; i pilastri gotici vengono coperti da colonne scanalate e viene interrotta la continuità dei pilastri con le nervature delle volte gotiche realizzando una trabeazione con cornicione sporgente e ricchi capitelli dorati; le finestre gotiche, in corrispondenza delle tre campate della navata e dell’abside, vengono ridisegnate in grandi finestre rettangolari; vengono rifatti il pavimento del presbiterio in marmo, gli stipiti e gli architravi delle due porte che fiancheggiano l’altare e sostituito l’altare maggiore ligneo da uno in marmo policromo; vengono rifatti gli stipiti e gli architravi – 1735 – delle due porte laterali alla navata e completati i soprastanti coretti con parapetti marmorei sinuosi e sporgenti, chiusi da transenne in legno colorato. Nel Settecento viene inoltre modificata la facciata con l'inserimento delle lesene, la chiusura delle nicchie laterali al portale che viene arricchito di elementi barocchi. Il campanile romanico - ribassato nel 1746 dalle artiglierie sabaude – viene rifatto nella parte superiore. Nell’Ottocento scomparvero le due cappelle di controfacciata per ospitare la tribuna e l'organo acquistato nel 1894 dalla ditta Gandini di Varese e vennero realizzate le dorature ad opera di Luigi Martellini di Torino e gli affreschi con decorazioni della volta ad opera degli ornatisti Giuseppe Rizzola e Giulio Musso di Asti. Del Novecento sono le due raffigurazione della B.V. Maria sulla facciata e nell’interno la “Madonna del grifone”, icona del pittore Carlo Carosso.

All'interno sono visibili: la pala di Gandolfino da Roreto, collocata in fondo al coro, raffigurante la “Madonna in trono con i santi Agostino, Secondo, Caterina e Agata” con il Cristo Risorto nella lunetta, 1496-98; la cinquecentesca cattedra lignea abbaziale ed il coro ligneo di forma semiovale; tele seicentesche come “La Sacra Conversazione” di Pietro Bacchi il Bagnara, “La Divisione degli Apostoli”, la statua del Cristo Crocifisso e le due statue lignee di Santa Margherita di Michele Enaten e di Sant'Eulalia di scultore piemontese.

In epoca medievale nel borgo di Santa Maria Nuova era particolarmente venerato San Biagio, le cui reliquie erano conservate nell'altare maggiore della chiesa. Nel XV secolo, quando fu costruito il nuovo edificio sacro, San Biagio ne divenne compatrono insieme alla beata Vergine della Purificazione. I Canonici Lateranensi, cui la chiesa fu affidata a partire dal 1472, commissionarono a Gandolfino da Roreto due affreschi ai lati del portale d'ingresso, ora staccati ed all'interno della chiesa, raffiguranti il protettore della Congregazione, Sant'Agostino e San Biagio. Quest'ultimo era un medico armeno vissuto tra il III e IV secolo a Sebaste in Asia Minore, perseguitato e decapitato dai romani perché rifiutò di rinnegare il Cristianesimo. Nella sua qualità di medico, viene invocato dai fedeli in particolare per la guarigione dalle malattie della gola. È anche protettore dei cardatori di lana, degli animali e delle attività agricole.
Il 2 febbraio si celebra la presentazione di Gesù al Tempio, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", festa anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù. Il giorno successivo, il 3 febbraio, si celebra la festa di San Biagio, che viene spesso rappresentato con candele. Le antiche celebrazione in onore del Santo, vengono rivissute nel corteo storico del Palio di Asti che si corre la terza domenica di settembre; oltre alle candele, venivano benedetti dei pani dolci o salati, che venivano consumati dopo la funzione. Il pane che avanzava veniva conservato ed utilizzato come cura delle affezioni della gola. I ceri usati nella processione erano conservati nelle abitazioni dei fedeli per garantirsi l’intercessione di San Biagio durante calamità meteorologiche, nell'assistenza di un famigliare gravemente ammalato o nel caso di epidemie.

http://www.palio.asti.it/temi.shtml

Approfondimenti
Lun-Sab 08:00 - 11:00 15:00 - 17:00
Dom 08:00 - 10:00

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Lun-Sab 09:00 18:15
Dom 09:00

Info

cattedrale
Cattedrale di Asti
diocesi
Asti
tipologia edificio
Chiese e comunità parrocchiali
indirizzo
Piazza Santa Maria Nuova, 4, 14100 Asti
tel
0141530066

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