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I Boxilio una famiglia di pittori tortonesi tra ‘400 e ‘500

La bottega tortonese dei Boxilio, a conduzione familiare, fu attiva in un’area geografica di cerniera tra Piemonte e Lombardia dalla seconda metà del XV secolo agli inizi del successivo: in questa fiorente bottega operarono due fratelli, Manfredino e Beltramo, e nella stessa si formarono i loro rispettivi figli, Franceschino e Giovanni Quirico.
Il recente restauro della pala di proprietà della Parrocchia di San Martino a Carbonara Scrivia (AL) è stato lo spunto per l'ideazione di una piccola mostra temporanea che vedrà esposte presso il Museo Diocesano di Tortona, insieme alla tavola di Carbonara, altre due opere, di norma non facilmente visibili, l’una di proprietà della Provincia di Alessandria e l’altra dell’Ospedale Civile di Vigevano.

Dal 7 dicembre 2018 al 10 marzo 2019, sarà possibile vedere da vicino tre polittici particolarmente significativi ed esemplificativi dell’attività di questa famiglia di pittori, ancora legati al gusto gotico e a una cultura tardo medievale, ma che cominciano ad aprirsi alle novità rinascimentali.
L’esposizione mira alla valorizzazione delle opere dei Boxilio, partendo dal Museo per allargarsi al territorio diocesano e offrire un itinerario che coinvolge i diversi edifici ecclesiastici nei quali essi operarono, che saranno visitabili grazie ad aperture concordate con la collaborazione dei volontari.

L'itinerario diocesano sui Boxilio sarà sempre percorribile in maniera individuale, durante gli orari di apertura dei beni coinvolti, inoltre nelle giornate del 16 dicembre, 13 gennaio, 9 febbraio e 10 marzo, dalle 15 alle 17, le chiese inserite nell'itinerario saranno aperte dai volontari, con possibilità di visite guidate gratuite.

Nelle stesse date il Museo Diocesano proporrà una visita guidata incentrata sui Boxilio e sulle altre opere del Museo databili allo stesso periodo, con inizio alle ore 17,30 (prenotazione obbligatoria, visita a pagamento).

Piazzale Pieve 2 ,15067, Novi Ligure, AL

La pieve venne edificata tra il XII e il XIII secolo, alle origini dell'insediamento che condusse alla nascita del borgo. Ampiamente rimaneggiata nel 1678, conserva l'impianto originario a tre navate e in particolare la tessitura muraria delle tre absidi in mattoni e arenaria bianca. All'interno, l'abside sinistra presenta un affresco di notevole importanza datato 1474 e firmato da Manfredino Boxilio. In esso sono raffigurati la committente Oriana di Campofregoso,signora di Novi, Sant'Anna che tiene in braccio la Vergine col Bambino, San Giovanni Battista e Santa Margherita.

Nei dintorni

In Novi Ligure sono presenti altri siti d'interesse: Basilica della Maddalena, Collegiata di Sant'Andrea

Viale Di Rivalta 1, 15057,Tortona, Alessandria

La chiesa di Rivalta è quanto resta del complesso abbaziale dei monaci cistercensi, insediatisi in questa località nel 1180. L’edificio presenta una caratteristica architettura cistercense tra il romanico lombardo e il gotico francese. L’elemento importante è rappresentato dall’apparato di affreschi risalenti alla seconda metà del secolo XV in parte eseguita dal pittore castelnovese Franceschino Boxilio ed ancora visibile in diverse parti della chiesa.

Nei dintorni

L'abbazia di Rivalta è subito fuori Tortona e sulla strada che conduce a Novi Ligure.

Via Seminario 7

Il Museo Diocesano si trova nel centro storico di Tortona, nell'Ex Seminario Vescovile.
Tra le opere esposte in maniera permanente, una piccola tavola, gentilmente concessa in comodato dalla Parrocchia del Duomo di Voghera (PV), attribuita a Manfredino da Boxilio e raffigurante Sant'Agostino.
Dal 7 dicembre 2018 al 10 marzo 2019 saranno qui esposte anche:
- Il polittico di Carbonara Scrivia raffigurante la Madonna con Bambino, Cristo della Passione, San Martino con il committente, San Sebastiano e San Giacomo. L’intervento di restauro, finanziato grazie al progetto “Restituzioni 2018” di Intesa – San Paolo, ha permesso di riconoscere la mano di Manfredino, non solo nell’invenzione generale, ma anche in alcuni dettagli, mentre altri particolari sono riconducibili a Franceschino. Di qui l’ipotesi che, alla morte di Manfredino avvenuta nel 1496, l’opera sia stata completata dal figlio, magari con l’aiuto dello zio Beltramo. Infatti si ritiene che la data frammentaria presente nel pannello centrale, ai piedi del trono della Vergine, vada letta come 1498, die III aprilis.
- Il trittico di Pozzolo Formigaro, raffigurante la Vergine con il Bambino tra i Santi Bartolomeo e Sebastiano, firmato da Franceschino nel 1507 ed eseguito per la chiesa della Trinità di Pozzolo, su commissione della Confraternita di San Bartolomeo che qui aveva sede. Nel 1894 il trittico venne ceduto a mercanti d’arte francese e subì una serie di trasferimenti, finché fu acquistato dalla Provincia di Alessandria e oggi è custodito nel salone di ricevimento di Palazzo Ghilini. Pur riprendendo l’impostazione costruttiva e il repertorio decorativo del padre, Franceschino mostra qui panneggi taglienti e profondi e visi ben modellati.
- Il polittico di Giovanni Quirico, oggi conservato nella quadreria dell’Ospedale di Vigevano. L'opera, firmata “OPUS IO. QUIRICI TERDONENSIS”, proviene dalla cappella fondata nell’allora collegiata di Sant’Ambrogio sotto il titolo della Visitazione dal sacerdote Pasino de’ Ferrari, ritratto inginocchiato accanto a San Pietro; quest’ultimo morì nel 1511 e fu sepolto nella cappella da lui istituita nella collegiata, che di lì a poco venne demolita e ricostruita nella fabbrica del nuovo duomo voluto da Francesco II Sforza.

Apertura del Museo e della mostra tutti i sabati e le domeniche dalle 15,30 alle 18,30. In altri giorni ed orari aperture su richiesta.

Nei dintorni

Da qui parte o arriva l'itinerario dedicato ai Boxilio.

Via Cornaggia, 15059, Volpedo, AL

La pieve di Volpedo è citata per la prima volta in un documento del 965 conservato nell'Archivio Capitolare di Tortona.
All’interno, una cultura figurativa locale di alto livello è documentata da un ciclo di affreschi databili alla seconda metà del XV secolo e ai primissimi anni del XVI.
Giovanni Quirico da Tortona è l'esecutore dell'edicola con la Vergine in trono e i santi Giacomo apostolo e Agata, addossata al terzo pilastro destro e datata 1502. La figura di Santa Caterina, presente sulla controfacciata, è avvicinabile ai modi compositivi della scuola dei Boxilio.

Nei dintorni

In Volpedo si trova lo studio-museo del pittore Giuseppe Pellizza, autore del famoso dipinto Il Quarto Stato. Lo studio è visitabile negli stessi orari di apertura della pieve il sabato e la domenica dalle 15 alle 17.

Via Roma, 60

L’edificio attuale, costruito interamente in cotto, risale ai secoli XIII e XIV.
Nella seconda metà del XV secolo la chiesa fu in gran parte affrescata da pittori di scuola lombarda e da Manfredino Boxilio, il maggiore dei due fratelli pittori tortonesi.

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Città natale di San Luigi Orione, Pontecurone si trova a metà strada tra Voghera e Tortona.

Piazza Meardi, 27050, Casei Gerola, PV

La Collegiata di San Giovanni Battista è in puro stile gotico-lombardo. Fu edificata sul finire del XIV secolo dai frati francescani dell’Osservanza di San Bernardino da Siena.
Il laborioso restauro, eseguito nel 2011, ha permesso di recuperare l’antica sala capitolare dell’Insigne Collegiata di Casei Gerola e gli affreschi in essa conservati. La sovrintendenza di Lombardia ha attribuito gli affreschi a Manfredino Boxilio, con sicurezza quelli della parete sud, mentre resta il dubbio per quelli della parete est, di qualità più alta, eseguiti però in contemporanea. La committenza, come da blasone di famiglia e da appartenenza della chiesa all’Ordine degli Zoccolanti, è da assegnarsi a Giovanni Battista Trovamala e dalla forma dello stemma l’opera va datata ante 1484.
La sala capitolare è visitabile solo nelle giornate di aperture indicate nel presente itinerario o su richiesta diretta al parroco.

Nei dintorni

Casei Gerola è alle porte di Voghera e vicino a Pontecurone.

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