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Il Moncalvo nel Basso Monferrato

Questo itinerario ci porta alla scoperta delle opere di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, noto pittore vissuto a cavallo dei secoli XVI-XVII, nel basso Monferrato casalese.

piazza S. Francesco, 14036 Moncalvo (AT)

La Chiesa Parrocchiale di San Francesco d’Assisi fu edificata dai Minori Conventuali forse nel 1272, con l’aiuto di Guglielmo VII, Marchese del Monferrato. Nel 1644 buona parte della chiesa era crollata e fu ricostruita conservando il coro secondo il progetto del frate Vincenzo Rovere. Radicali restauri furono operati nel 1943-44. Le cappelle laterali custodiscono opere del Moncalvo, tra le quali le tele raffiguranti il Martirio di S.Orsola e l’Adorazione dei Magi e l’ affresco il riposo di San Rocco. Di Orsola Caccia sono invece i dipinti Natività del Battista e Cristo coronato di spine. In capo alla navata destra c'è la cappella dell'Immacolata, con due tele di Orsola Caccia raffiguranti S. Antonino martire, e la Sacra Famiglia con S. Orsola; nella nicchia centrale è collocata una statua dell'Immacolata, qui portata nel 1882.

Nei dintorni

Palazzo del Municipio (ex Convento Monache Orsoline sec XVII su impianto preesistente) Palazzo dal Pozzo (dimora signorile del XVII secolo) Palazzi Manacorda (soffitto a cassettoni del ‘400) Casa Lanfrancone (resti di facciata gotica, secolo XIII)
Teatro Comunale (1878, costruito sul sedime dell’antico Corpo di guardia secentesco)
Resti del Castello (costruzione medievale, residenza dei Marchesi del Monferrato; atterrato alla fine dell' '800 , restano solo i possenti torrioni)
Villa Foa (dimora borghese posta in posizione panoramica), Chiesa di San Pietro in vincoli detta "La pieve"(romanica); sulla parete esterna lapide romana del III secolo in calco, l’originale presso la Biblioteca Civica)

Via XX Settembre, 24 - 14036 Moncalvo (AT)

La chiesa, costruita nel 1623, ha struttura seicentesca, la facciata, rivolta a nord, accoglie tre statue: in alto S.Antonio Abate, in basso S.Pietro e S.Giovanni. L'interno è ad aula; nella profonda abside sono collocati il coro ligneo e l'altare maggiore marmoreo del 1734; custodisce una tela raffigurante S.Carlo Borromeo, curatissima opera tarda di Guglielmo Caccia, oltre quella della Madonna del Carmine con tela raffigurante la Madonna del Carmine col bambino sul trono sorretto da nuvole, tra angeli, opera di Guglielmo Caccia. Cappelle laterali di sinistra: troviamo una tela raffigurante le SS. Liberata, Agata e Lucia di Orsola Caccia. La successiva dedicata a S.Anna con paliotto alla cui base si legge "cattarina" e pala con la Madonna col Bambino e S.Anna di Orsola Caccia.

Nei dintorni

Palazzo del Municipio (ex Convento Monache Orsoline sec XVII su impianto preesistente) Palazzo dal Pozzo (dimora signorile del XVII secolo) Palazzi Manacorda (soffitto a cassettoni del ‘400) Casa Lanfrancone (resti di facciata gotica, secolo XIII)
Teatro Comunale (1878, costruito sul sedime dell’antico Corpo di guardia secentesco)
Resti del Castello (costruzione medievale, residenza dei Marchesi del Monferrato; atterrato alla fine dell' '800 , restano solo i possenti torrioni)
Villa Foa (dimora borghese posta in posizione panoramica), Chiesa di San Pietro in vincoli detta "La pieve"(romanica); sulla parete esterna lapide romana del III secolo in calco, l’originale presso la Biblioteca Civica)

via Testa Fochi, 14036 Moncalvo (AT)

L’attuale edificio, unica opera del Magnocavalli ad essere stata completata secondo il progetto originale datato 1756-58, La facciata in cotto (il progetto ne prevedeva l’intonacatura) è ancora di impostazione barocca, la parte centrale lievemente aggettante è contraddistinta da due ordini sovrapposti di sei colonne ioniche, culminanti con un timpano triangolare sullo sfondo di un alto attico. Il portone ligneo, intagliato e scolpito, è coevo della chiesa. L’interno ad aula si apre su quattro cappelle laterali poco profonde, il presbiterio è sopraelevato di due gradini e delimitato da una balaustrata del 1761 in marmi policromi. L’abside semicircolare è coperto da catino semicircolare suddiviso in tre spicchi. Notevole la decorazione a stucco che riveste tutto l'ambiente, opera di Francesco Antonio Longhi.

Nei dintorni

Palazzo del Municipio (ex Convento Monache Orsoline sec XVII su impianto preesistente) Palazzo dal Pozzo (dimora signorile del XVII secolo) Palazzi Manacorda (soffitto a cassettoni del ‘400) Casa Lanfrancone (resti di facciata gotica, secolo XIII)
Teatro Comunale (1878, costruito sul sedime dell’antico Corpo di guardia secentesco)
Resti del Castello (costruzione medievale, residenza dei Marchesi del Monferrato; atterrato alla fine dell' '800 , restano solo i possenti torrioni)
Villa Foa (dimora borghese posta in posizione panoramica), Chiesa di San Pietro in vincoli detta "La pieve"(romanica); sulla parete esterna lapide romana del III secolo in calco, l’originale presso la Biblioteca Civica)

piazza Santuario, 15020 Serralunga di Crea (AL)

La chiesa di S. Maria in Crea risulta citata nel privilegio dell’imperatore Enrico IV del 1060 e in una convenzione del 1129 tra il Marchese di Saluzzo e il preposito di Fruttuaria; la tradizione storiografica ascrive ad Arduino d’Ivrea la costruzione del primo santuario di Crea. All’inizio del sec. XIV i Paleologi, nuovi Marchesi di Monferrato, presero Crea sotto la loro protezione; tra il 1372 e il 1418 fecero edificare all’interno della chiesa, la Cappella di S.Margherita di Antiochia, dove venne sistemata la reliquia della santa (ora nel Tesoro del Duomo). Tra il 1474 e il 1479, Guglielmo VIII Paleologo commissionò gli importanti affreschi della Cappella di S.Margherita, con la Madonna in trono e i donatori, e le Scene del Martirio della Santa. Tra le opere custodite in chiesa va ricordata una bella tavola di Macrino d’Alba e dello stesso autore, ma conservati in convento, due piccoli e deliziosi ritratti di Guglielmo XI e di Anna d’Alencon; una menzione anche per la tela di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (1565-1625) raffigurante il Padre Eterno, la tela di S. Margherita dipinta da sua figlia Orsola Caccia (al momento in refettorio).

Nei dintorni

In Casale, oltre alla Cattedrale di Sant'Evasio, si possono visitare: la chiesa di San Domenico, la Biblioteca del Seminario Vescovile, l'Oratorio del Gesù, la chiesa di San Michele, chiesa di Santa Caterina, il Castello, il Teatro Municipale, la Torre Civica e la chiesa di Santo Stefano, il Museo Civico con la Gipsoteca Bistolfi.

Largo Mons. G. Angrisani, 15033 Casale Monferrato (AL)

La fondazione della chiesa di S. Evasio è fatta risalire alla prima metà dell’VIII sec., ai tempi del re longobardo Liutprando. L’assetto attuale dell’edificio è dovuto al restauro condotto tra il 1857 e il 1861 dall’Architetto Edoardo Arborio Mella. I recenti restauri promossi da Mons. Zaccheo (1995-2007), hanno riportato alla luce la struttura originaria dell’Atrio Romanico. La cattedrale casalese si presenta con una grande facciata a capanna asimmetrica, scandita da una fuga di archetti pensili a tripla ghiera che racchiude il complesso atrio-basilica e presenta ai lati due alti campanili. L’impianto basilicale è a cinque navate, sulle quali si aprono le cappelle perimetrali. Alti pilastri quadrilobati sostengono le volte a crociera costolonate e quasi al centro dell’invaso si erge un tiburio ottagonale voltato ai cui lati si innesta uno pseudotransetto. La zona coro-presbiteriale, sopraelevata di cinque gradini, è delimitata da balaustra. Alla sinistra dell’altar maggiore vi è la cappella del SS. Sacramento; alla destra un varco conduce al deambulatorio ed alla sacrestia.

Nei dintorni

Presso la Cattedrale è visitabile la "Sacrestia Aperta" ed il "Percorso archeologico dei sottotetti". In città si possono visitare: la chiesa di San Domenico, la Biblioteca del Seminario Vescovile, l'Oratorio del Gesù, la chiesa di San Michele, chiesa di Santa Caterina, il Castello, il Teatro Municipale, la Torre Civica e la chiesa di Santo Stefano, il Museo Civico con la Gipsoteca Bistolfi.

piazza San Domenico, 15033 Casale Monferrato (AL)

La costruzione del complesso avvenne per volere del Marchese del Monferrato Guglielmo VIII Paleologo, che nel 1469 ottenne da Papa Paolo II il permesso per poter edificare in Casale un convento ed una chiesa per i frati Domenicani. Esternamente l’intero edificio è in mattoni a vista con tetto in coppi e manifesta la sua origine gotica attraverso i contrafforti e gli archetti intrecciati. La facciata in cotto risulta scandita da contrafforti sporgenti che la suddividono in tre campiture corrispondenti alle tre navate interne della chiesa. Un imponente campanile a impianto quadrato alto circa 40 m è suddiviso in quattro registri scanditi da lesene, bifore e cornici con archetti pensili emerge dal complesso monastico.

Nei dintorni

Presso la Cattedrale è visitabile la "Sacrestia Aperta" ed il "Percorso archeologico dei sottotetti". In città si possono visitare: la chiesa di San Domenico, la Biblioteca del Seminario Vescovile, l'Oratorio del Gesù, la chiesa di San Michele, chiesa di Santa Caterina, il Castello, il Teatro Municipale, la Torre Civica e la chiesa di Santo Stefano, il Museo Civico con la Gipsoteca Bistolfi.

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