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Santa Croce

Diocesi di Mondovì ( sec. XV )

via Santa Croce, 12084, Mondovì, Cuneo

Sorge nelle vicinanze della porta di Vico di Mondovì Piazza, composta da un aula unica di modeste dimensioni, preceduta da un piccolo portico.
La zona del presbiterio ospita un pregevole esempio di pittura gotica monregalese quattrocentesca ad affresco che si estende a volta e pareti e si sviluppa intorno al tema unico della Croce.
Nel sottarco troviamo i Santi: Stefano e Domenico a sinistra , Francesco e Lorenzo a destra.
Dietro l’altare la scena della Crocifissione declinata secondo il raro motivo iconografico della Croce vivente o Croce brachiale, i cui bracci si allungano in appendici in forma di mani.
Ai lati due figure oranti inginocchiate, un Santo Papa (Gregorio Magno ) e un cardinale (beato Pietro di Lussemburg)
Nella parete sinistra sei medaglioni incorniciano gli apostoli che recitano il Credo: Giacomo Minore, Andrea, Tommaso, Giacomo Maggiore, Giovanni e Pietro.
La lunetta ospita la rappresentazione della Resurrezione di Cristo che, in tunica bianca, e poggiante il piede destro sull’orlo del sepolcro scoperchiato, esce dalla tomba e impartisce la benedizione reggendo un bianco vessillo rosso-crociato, mentre i soldati sono vinti dal sonno.
Nella nicchia la rappresentazione della Vergine col Bambino tra San Pietro martire, e San Bernardino da Siena .
Nella parete destra gli altri sei apostoli oranti con le frasi del Credo: Simone, Bartolomeo, Taddeo, Filippo, Matteo, Marco. La lunetta mostra il trofeo araldico delle “armi di Cristo” con il Cristo (Imago Pietatis) che esce con il busto dal sepolcro e mostra le piaghe appoggiato alla Croce, e una dettagliata descrizione dei Simboli della Passione.
Nella nicchia Sant’ Elena in abito regale, accanto alla Croce.
Tra i costoloni decorati e un rosone a spicchi, la volta a crociera ogivale propone nelle quattro vele il Cristo Pantocratore in mandorla, circondato da angeli nell’atto di mostrare le piaghe; la Deposizione con la consegna del corpo di Cristo alla Madre, alle Pie Donne e a San Giovanni nel contesto di un paesaggio montagnoso popolato da una ricca fauna; la Salita al Calvario con due personaggi reggenti trombe ornate da drappi effigiati con la sagoma di un drago alato; e la Flagellazione con Cristo alla colonna sotto una elegante edicola merlata.

La parete dietro l’altare, ospita la scena della Crocifissione con il raro motivo iconografico della Croce vivente o Croce brachiale, i cui bracci si allungano in appendici in forma di mani, e rappresenta l’allegoria del Trionfo della Chiesa sulla Sinagoga.
La mano in alto regge una chiave che apre la porta della Città Celeste, una struttura turrita da cui si affacciano Dio Padre e schiere di angeli, mentre una scritta illeggibile parte dal Padre verso il Figlio. A lato la Vergine e l’Arcangelo Gabriele che regge un cartiglio “Ave gratia plena Dominus tecum”.
A sinistra la mano incorona la Chiesa Trionfante poggiata sui simboli degli Evangelisti, e regge un modellino di chiesa romanica e un vessillo bianco crociato di rosso. Sopra la figura della Chiesa si srotola un cartiglio “Nata dal sangue sono chiamata sposa di Cristo e sale alla croce chi a me apre le braccia”. A lato si trova la Vergine con il pomo, a simboleggiare il riscatto dal peccato originale, e con un piccolo Crocifisso posto alla sommità di un tronco d’albero al quale sono avvolti due serpenti, simbolo della Salvezza attraverso la morte di Cristo sulla croce. Sopra la Vergine si apre un ulteriore cartiglio “Per mezzo di mio figlio salverò qualsivoglia colpevole Dischiudo ora l’etere che a voi Eva aveva chiuso”.
A destra la mano colpisce con la spada la Sinagoga rappresentata come una giovane donna bionda incoronata ed elegantemente vestita, che cavalca un capro acefalo con le zampe spezzate, e regge la sua testa mozzata e un vessillo rosso rigato di bianco. La scritta “Sinagoga” campeggia sul fondo scuro, mentre sopra la stessa figura si apre un cartiglio “Il sangue dei caproni mi inganna come serpe io sono accettata dal regno di Dio separata”. A seguire Eva che raccoglie il pomo dalla bocca del serpente arrotolato sull’Albero del Bene e del Male, e regge un teschio, simboli del peccato e della morte. Sopra il capo di Eva compare un altro cartiglio “ Per il cibo vano distrussi il genere umano voi morirete perché io vi chiusi la porta del cielo”.
In basso la decorazione pittorica non è più leggibile, ma l’iconografia della Croce vivente prevede che la mano schiuda la porta del Limbo.
Questo motivo è raro e diffuso nell’arte del XV secolo, soprattutto in area tedesco-italiana, lo dimostrano miniature e l’affresco di Giovanni da Modena nella cappella di Sant’Abbondio a Bologna in San Petronio (1420).

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Lun-Sab chiuso
Dom 16:00 - 18:00

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Lun-Dom -

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Cattedrale di Mondovì
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Mondovì
tipologia edificio
Antiche cappelle
indirizzo
via Santa Croce, 12084, Mondovì, Cuneo

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