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Chiesa Santi Nazario e Celso

Diocesi di Vercelli ( sec. XI; XIV; XV )

San Nazzaro Sesia, 28060, NO

La chiesa parrocchiale dei Santi Nazario e Celso è stata costruita sulle preesistenze romaniche: l'edificio realizzato completramente in cotto, si configura nella pianta con aula rettangolare divisa in tre navate. La navata centrale è costituita da tre campate quadrate alle quali corrispondono nella navate laterali altrettante campate oblunghe e rettangolari. La quarta campata centrale include il transetto e parte del presbiterio, prolungato in un abside pentagonale, mentre le due navate laterali si concludono rispettivamente con due cappelle quadrangolari. Le stesse navate sono scandite da sei pilastri polistili addossati ad un pilastro centrale quadrato; la navata centrale è illuminata dallo splendido rosone in facciata e dai finestroni che si aprono nelle navate laterali. All'esterno la facciata è a capanna chiusa ai lati dalle ali dell'atrio romanico e il portone di accesso, anch'esso di epoca romanica, è riccamente decorato da elementi in cotto. Completano la decorazione della facciata il fregio ad archetti pensili intersecati e la croce ricavata al di sopra del rosone. All'interno della chiesa sono custoditi cicli pittorici tra i più significativi del '400 lombardo; uno fra tutti quello relativo alla vita di San Benedetto.
Completano il complesso il campanile che sorge direttamente dal terreno e si innalza per sette piani scandii da cornici marcapiano in cotto, archetti pensili e brevi fasce di delimitazione in sassi e mattoni; e il chiostro messo in comunicazione con la chiesta attraverso un portale secondario posti a lato della facciata.

Nazario (o Nazaro) e Celso appartengono a quella schiera di santi martiri, dei primi secoli della cristianità, dove purtroppo sono scarse e incerte notizie storiche.
Nazario (cittadino romano) era figlio di un pagano e di una cristiana. Il padre voleva farne un sacerdote degli dei, ma la madre riuscì ad ottenergli il battesimo (secondo un altro racconti fu discepolo di Pietro e ricevette il battesimo dal futuro papa Lino).
Messosi subito a predicare la fede cristiana, venne accusato davanti all’imperatore ma riuscì ad allontanarsi da Roma e a rifugiarsi a Milano, e poi a Cimiez, presso Nizza, dove una donna gli affidò il proprio figlio Celso, con il quale si recò a Treviri, in Germania.
Qui avrebbero subìto numerose persecuzioni e sarebbero stati arrestati; tuttavia, Nazario, quale cittadino romano, non fu torturato ma venne inviato a Roma per un regolare processo. In seguito al rifiuto di entrambi di a rinnegare la propria fede vennero imbarcati su una nave che doveva portarli al largo e gettarli in mare.
La leggenda vuole che, gettati in mare, si misero a camminare sulle acque; si scatenò allora una tempesta che terrorizzò i marinai, i quali chiesero aiuto a Nazario. Le acque si calmarono immediatamente e la nave infine approdò Genova; da qui Nazario e Celso proseguirono la loro opera evangelizzatrice fino a Milano dove vennero arrestati e nuovamente condannati a morte dal prefetto Antolino. La sentenza fu eseguita per decapitazione nell'anno 76.
Il loro ricordo si perse fino al ritrovamento dei corpi da parte di S. Ambrogio, che ne diffuse il culto.
La rappresentazione dei due martiri è abbastanza frequente, specialmente nel territorio della diocesi di Milano. Nazario, più anziano, è raffigurato in genere con la barba, mentre Celso in età giovanile. Talvolta indossano abiti militari e recano in mano la spada con la quale furono decapitati e la palma del martirio.

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Lun-Dom chiuso

E' consigliabile il preavviso telefonico.

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Lun-Dom -

Info

cattedrale
Cattedrale di Vercelli
diocesi
Vercelli
tipologia edificio
Abbazie e Monasteri
indirizzo
San Nazzaro Sesia, 28060, NO
tel
0321 834073

Servizi

accessibilità
si
accoglienza
sconosciuto
didattica
sconosciuto
accompagnamento
sconosciuto
bookshop
sconosciuto
punto ristoro
sconosciuto

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