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Chiesa di S. Caterina - Asti

Diocesi di Asti ( sec. XVIII )

Asti, Piazza Santa Caterina

La chiesa barocca di Santa Caterina sorge sul sedime della precedente costruzione di San Secondo della Torre, un edificio del XI sec., di piccole dimensioni, così denominato per la vicinanza della Torre Rossa (identificata dalla tradizione come il carcere in cui fu rinchiuso il santo, prima del martirio, insieme all’amico Calogero). L'antica fabbrica venne annessa al monastero benedettino di San Secondo fino al 1555 quando passò per accordo di incombenza ai Padri Serviti di Maria, il cui convento nel borgo San Marco, con relativa chiesa dedicata a Santa Caterina, era andato distrutto. Nel 1604 sotto il pontificato di Clemente VII il monastero benedettino di San Secondo e relativa chiesa diventarono parte dei benefici ecclesiastici dell'Ordine Mauriziano ed assunse il titolo di commenda. L'Ordine Mauriziano lasciò in affidamento ai Padri Serviti la chiesa e nel 1732, minacciando questa rovina per ogni sua parte, ed essendo impossibile qualunque restaurazione, ne decideva la demolizione fino alle fondamenta e la ricostruzione. La costruzione della nuova chiesa iniziò anni dopo e terminò agli inizi del 1773, edificata su disegni del vercellese G.B. Ferroggio dall'impresario G.B. Piazza e dedicata a Santa Caterina – in omaggio ai padri Serviti – e ad altri santi: San Secondo ed i Sette Santi Fondatori dei Servi di Maria. La nuova chiesa fu benedetta il 26 aprile 1773 da mons. Caisotti e consacrata il 14 settembre 1818 da Mons. Antonio Faà di Bruno. Dal 1850 al 1967 fu affidata ai frati Minori Osservanti della familia di San Tommaso, successivamente agli Oblati di San Giuseppe fino al 2000 quando è passata al clero diocesano. La chiesa, che ha mantenuto come campanile l'antica torre, si sviluppa all'interno su due registri intorno ad un'ampia aula centrale ellittica su cui si innalzano tamburo e cupola illuminati da quattro finestroni ovali e sormontati da una lanterna con cupolino; la cupola nella decorazione è divisa a spicchi nei quali si alternano i finestroni ovali con i riquadri di quattro santi: san Pietro, san Paolo, San Francesco di Assisi e san Giuseppe con Gesù Bambino; le decorazioni della cupola sono oggetto della campagna decorativa del 1898, insieme ai finti elementi architettonici, alle lesene colorate a finto marmo, alle iscrizione sul tamburo ed alle raffigurazioni ed iscrizioni nel coro.
Dall'aula centrale si dipartono otto vie privilegiate per lo sguardo: l’ingresso con tribuna superiore ed organo a cui si contrappone il presbiterio di forma allungata con coro ellittico, due grandi cappelle aperte che separano rispettivamente coppie di cappelle ellissoidali con deambulatorio. L’esterno di impronta classicista nasconde i giochi di volumi dell'interno; la facciata, ad un registro tripartita con corpo centrale concavo, è delimitata da colonne e lesene corinzie che sostengono il timpano e un'alta cornice superiore.
All'interno l'ancona è opera del pittore torinese Ignazio Nepote e raffigura Maria Vergine che dà l’abito ai sette Beati fondatori dell’Ordine dei Serviti e, sotto, Santa Caterina d'Alessandria e San Secondo. Sulla sommità le statue in stucco bianco rappresentano le virtù teologali - Fede, Speranza, Carità. Lungo le pareti si snodano le quattordici tavole della Via Crucis attribuite allo scalpello ed al pennello di mons. Faà di Bruno, vescovo di Asti, morto nel 1829.
Il grande crocifisso ligneo policromo risale al XVI sec. e verosimilmente apparteneva all'antica chiesa di San Secondo della Torre.

Caterina viene descritta come una bella diciottenne cristiana, figlia di nobili, abitante ad Alessandria d'Egitto, dove nel 305 arriva Massimino Daia, nominato governatore di Egitto e Siria. Per l'occasione si celebrano feste grandiose, che includono anche il sacrificio di animali alle divinità pagane, atto obbligato per tutti i sudditi. Caterina però invita Massimino a riconoscere Gesù Cristo come redentore dell'umanità e rifiuta il sacrificio. Non riuscendo a convincere la giovane a venerare gli dei pagani, Massimino – già sposato - propone a Caterina il matrimonio. Al rifiuto della giovane viene condannata prima a morire di fame, poi al supplizio della ruota con uncini acuminati , ma per intervento divino, quando la santa toccò la ruota questa si distrusse e le schegge uccisero i carnefici . Dopo aver convertito la moglie stessa dell'imperatore, Massimino decise la sua morte per decapitazione, che avvenne il 25 novembre del 310 ad Alessandria; gli angeli portarono il suo corpo sul Sinai, su un monte chiamato da allora Gebel Katherin - la Montagna di Caterina - accanto a Gebel Musa - la Montagna di Mosè; dal suo corpo, e poi dal suo sepolcro, sgorgavano latte e olio miracoloso. Nell’iconografia è rappresentata come una giovinetta in abito principesco o con corona regale; Gesù le infila al dito l'anello da sposa. Sue peculiarità sono il libro, la ruota dentata, la spada della decapitazione.

Approfondimenti
Lun-Ven 08:00 - 12:00
Sab 08:00 - 12:00 15:00 - 18:00
Dom 10:00 - 12:30

Per richiesta di apertura fuori orario fare riferimento al numero di telefono 0141 592428.

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Lun-Ven 08:30
Sab 08:30 17:00
Dom 11:00

La messa feriale si svolge nella cappellina all'interno della struttura.

Info

cattedrale
Cattedrale di Asti
diocesi
Asti
tipologia edificio
Chiese e comunità parrocchiali
indirizzo
Asti, Piazza Santa Caterina
tel
0141592428
web
http://www.santacaterina.a

Servizi

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punto ristoro
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