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Chiesa di S. Martino - Asti

Diocesi di Asti ( sec. XIV; XVIII )

Piazza San Martino, 12, 14100 Asti

La chiesa parrocchiale intitolata a S. Martino, vescovo di Tours, viene citata in una permuta di beni già nel 886 d.C. Dal 1168 al 1328 fu affidata ai canonici regolari della Congregazione di Oulx, a seguire ai Canonici Secolari di Asti fino al 1552 ed ai frati Eremitani di S. Agostino fino al 1585, che la lasciarono ai Sacerdoti secolari; dal 1606 al 1987 la chiesa fu sede dei padri Barnabiti giunti ad Asti nel 1601. La precedente fabbrica trecentesca a tre navate fu demolita tra il 1695 ed il 1696 e riedificata verosimilmente su progetto del barnabita Giovanni Ambrogio Mazenta (Milano 1565-1636). I lavori iniziarono nel 1696 e la nuova costruzione fu benedetta da Mons. Milliavacca nel 1709 e consacrata da Mons. Roero nel 1736. La pianta è a navata unica con ampia zona presbiteriale, che doveva accogliere la congregazione, con cappelle laterali, volte a botte e la cupola con tiburio ottagonale; la pianta ingloba la torre campanaria del XIV sec., che venne innalzata di un piano nel 1781, la cappella invernale e la sacrestia settecentesca con finte architetture ed ornati della volta dipinti dai fratelli Pietro Antonio e Giovanni Pietro Pozzi nel 1749. La facciata è a due registri conclusa da volute angolari e da timpano a cappello; la nicchia centrale sopra il portale di ingresso ospita la statua di S. Martino, realizzata nel 1732 da Carlo Francesco Rista e destinata in origine alla tribuna marmorea dell'altare maggiore e poi ivi collocata durante le soppressioni dell'epoca napoleonica. Altre quattro nicchie sono state realizzate per accogliere statue provenienti da altre fabbriche: le due statue di marmo degli apostoli Filippo e Giacomo provenienti dalla Certosa di Valmanera (1815) e quelle lignee, ora in deposito, della Fede e della Speranza, provenienti dalla chiesa della Madonna delle Grazie dei padri Agostiniani nel 1806. Nel 1732 viene realizzato un nuovo altare che sempre nel periodo delle soppressioni napoleoniche, 1804, sarà venduto alla parrocchiale di Calliano, lasciando il posto all'altare maggiore del 1756, opera di Francesco Ferrari ticinese, proveniente dalla chiesa dei Francescani di San Bernardino insieme con le due tribune in marmo. Di nota è all’interno l’apparato decorativo della chiesa in parte oggetto di recenti restauri. Nella seconda metà dell'Ottocento vennero realizzate ridipinture della volta del coro ad opera del sacerdote torinese Mentasti; l’apparato ornamentale a stucco e ad affresco è ad opera di mastri luganesi e del pittore astigiano Giovanni Carlo Aliberti (Canelli 1670-1727), che nel 1720 dipinse gli affreschi della cappella di destra (Adorazione dei Magi, Riposo nella fuga in Egitto); Aliberti realizzò anche gli affreschi della cupola, eseguiti nel 1726 ed i pennacchi rappresentanti le Virtù Cardinali. Dopo la morte di Aliberti la decorazione fu completata nel 1729 dal bolognese Antonio Caccioli (1672-1740); sulle pareti del coro vennero affrescate tre scene di vita di San Martino, San Martino che dona ad un povero il suo mantello, che viene consacrato vescovo di Tours e che resuscita un morto e la figura di S. Michele Arcangelo nella controfacciata. Gli affreschi della cappella di sinistra sono opera di Giovanni Battista Pozzo. All’interno sono inoltre visibili l’altare di marmo donato nel 1714 da Mons. Milliavacca, realizzato da Pompeo Marchesi e dal figlio Giulio di Saltrio (Varese); l’altare della Madonna di Lourdes del 1884 ed battistero del 1880, mentre sull’altare maggiore campeggia uno splendido crocifisso settecentesco in legno, avvolto da un grande perizoma con fiocco ridondante, lavoro sembra di bottega astigiana bonzanighese.

La Santa Messa in occasione della festa di San Martino vescovo di Tours, 11 novembre, viene celebrata la domenica precedente la data di ricorrenza.

San Martino, nasce in Pannonia (oggi in Ungheria) a Sabaria da pagani. Viene istruito sulla dottrina cristiana senza ricevere il battesimo. Figlio di un ufficiale dell'esercito romano, giovanissimo si arruola nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in Gallia. È in quest'epoca che si colloca l'episodio famosissimo di Martino a cavallo, che con la spada taglia in due il suo mantello militare, per difendere un mendicante dal freddo. Lasciato l'esercito nel 356, già battezzato forse ad Amiens, raggiunge a Poitiers il vescovo Ilario che lo ordina esorcista (un passo verso il sacerdozio). Dopo alcuni viaggi Martino torna in Gallia, dove viene ordinato prete da Ilario. Nel 361 fonda a Ligugé una comunità di asceti, che è considerata il primo monastero databile in Europa. Nel 371 viene eletto vescovo di Tours. Per qualche tempo, tuttavia, risiede nell'altro monastero da lui fondato a quattro chilometri dalla città, e chiamato Marmoutier. Si impegna a fondo per la cristianizzazione delle campagne. Muore a Candes nel 397. San Martino è patrono dei mendicanti e viene raffigurato con il bastone pastorale, il mantello ed un globo di fuoco.

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Approfondimenti
Lun-Mar chiuso
Mer 09:00 - 12:00 16:00 - 18:00
Gio-Sab chiuso
Dom 09:00 - 12:00 16:00 - 18:00

E' previsto il potenziamento dell'apertura.

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Lun-Mar -
Mer 15:00
Gio-Sab -
Dom 10:00

La Santa Messa del mercoledì è con il gruppo Legio Mariae.

Info

cattedrale
Cattedrale di Asti
diocesi
Asti
tipologia edificio
Chiese e comunità parrocchiali
indirizzo
Piazza San Martino, 12, 14100 Asti
tel
0141593477

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